Sulle note di Paolo Fresu


Questi freddi inverni fatti di pioggia, vento e neve fanno trascorrere più tempo a casa e allora si accende lo stereo, si sceglie So what dalla playlist.
Un incontro di anime e note, quelle di Paolo Fresu e Miles Davis, si mette la moka sul fuoco, qualche biscotto e puro relax.

Sulle note di Paolo Fresu sembra di camminare a piedi nudi sulla sabbia di una spiaggia deserta, sembra di aprire le ali su una distesa di campi verdi, sembra di navigare su mari tranquilli portati da una leggera brezza marina.

Nato a Berchidda, un paesino di poco meno di tremila anime e a trecento metri sul livello del mare, ai piedi del monte Limbara, Paolo inizia all’età di 11 anni a suonare nella banda del paese.
Nel ’82 comincia la sua carriera da professionista e nel ’84 prende il diploma in tromba al Conservatorio di Cagliari.

In poco tempo diventa docente e responsabile di importanti realtà nazionali e internazionali. Negli ultimi 30 anni suona con i più famosi e talentuosi musicisti afroamericani e nel 2010 apre la sua etichetta discografica: Tuk Music.

Oggi divide la sua vita tra la Sardegna, che non dimentica mai – neppure tra le note musicali dei suoi spartiti – Parigi e Bologna, città nelle quali porta avanti una miriade di progetti.

Time in Jazz è il più importante festival musicale del nord Sardegna, evento che Paolo Fresu cura personalmente organizzando concerti e music session tra le vie di Berchidda e la natura sincera e selvaggia della sua isola.
Appuntamento immancabile per gli appassionati e interessante scoperta per i curiosi, il festival si svolge ogni anno durante la prima metà del mese di agosto.

Raviolini di cinghiale


Berchidda è un piccolo paese a circa 300 metri sul livello del mare. È stato Paolo Fresu, a renderlo famoso con il suo festival Time in Jazz, che ogni anno coinvolge musicisti di tutto il mondo e raccoglie in città centinaia di visitatori.

Qui tra le pietanze più tradizionali ci sono certamente i ravioli di cinghiale, che da sempre sono protagonisti di ogni pranzo di matrimonio.

Ecco come li prepariamo a Lu Salconi.
Per il ripieno sono necessari:
olio e sale
1 bicchiere di aceto
carne di cinghiale
aglio, cipolla e prezzemolo
peperoncino e timo
sedano e carote
salsa di pomodoro
1 cucchiaino di zucchero

Per la pasta:
strutto, acqua tiepida e farina “00”

Far soffrigere il cinghiale in olio caldo per 15-20 minuti, aggiungere l’aceto e far cuocere ancora un po’.
Mettere nel tegame uno spicchio d’aglio, un pizzico di sale e uno di peperoncino, proseguire la cottura per altri 10 minuti.
A questo punto aggiungere carote, cipolla e sedano tritati, salsa di pomodoro e un cucchiaino di zucchero. Cuocere finchè l’acqua di cottura non è completamente evaporata.

A parte si prepara la pasta facendo sciogliere un po’ di strutto nel pentolino (attenzione, non deve bollire!). Far intiepidire l’acqua e aggiungere alla farina 1 cucchiaio d’acqua e 1 di strutto e così a seguire finchè la pasta non raggiunge la giusta consistenza per essere lavorata.
Fare dei dischetti, riempire con il cinghiale e chiudere come fossero piccole mezzelune.

Friggere in olio caldo e servire come antipasto.

Le dosi che vi abbiamo fornito non sono precise, proprio perchè la ricetta dei ravioli di cinghiale di Berchidda ci è stata insegnata così.
Siate voi ad aggiustare a vostro gusto e piacimento!