Quando un sardo organizza uno spuntino


Spuntino alla sarda

Poco tempo fa ho partecipato a un gustoso “spuntino alla sarda”, una giornata piacevolissima che mi ha fatto venire in mente cosa realmente significhi fare uno “spuntino” in Sardegna.

Credo sia doveroso virgollettare questo sostantivo, perché se sulla Treccani si allude a un “Pasto rapido e leggero…” e se nel resto d’Italia si fa riferimento a qualcosa di più simile a un brunch, in Sardegna il significato è tutt’altra cosa.

Se doveste mai venir invitati ad uno spuntino organizzato da un isolano… lasciate perdere troppe smancerie, vestitevi con abbigliamento comodo e tenetevi leggeri a colazione.

Ecco una breve guida per affrontare uno spuntino alla sarda:

Cominciamo col dire che di solito uno spuntino viene organizzato in campagna, a ridosso delle montagne o, per chi vive vicino al mare, su scogliere e spiagge.

Altra cosa da sapere è che se vi aspettate un pomeriggio tra pochi intimi, beh non è di certo questo il caso.
Uno spuntino è un momento di convivialità e allegria, perciò la voce si spargerà in un men che non si dica e vi ritroverete nel bel mezzo di una sagra campestre.

In Sardegna poi c’è un detto: Pani e casu, binu a rasu (Pane e formaggio, bicchiere colmo di vino).
E allora quali saranno gli ingredienti principali di questa mangiata?
Pane carasau e formaggio sono immancabili. Cambiano i pascoli, cambia la stagionatura e ognuno porterà con se un pezzo di pecorino fatto dallo zio allevatore o acquistato nel miglior caseificio della zona.
Non mancherà nemmeno Sa Sartizza, la salsiccia lasciata essiccare per diversi mesi in cantina e pronta per essere affettata… a punta di coltello!

Per scongiurare poi, qualunque cosa assomigli a un pasto rapido e leggero, troverete un fuoco acceso sin dal mattino e sulla brace salsicce e maialetti inumiditi con un po’ di lardo fuso proprio per essere coerenti con l’idea di leggerezza.

Infine senza dimenticare che le donne arriveranno con ceste piene di dolci, mirto e filu ‘e ferru fatti in casa, non mancheranno di certo vino e birra.

Un bicchiere di Cannonau corposo e avvolgente (perché qui non c’è spazio per le bollicine nei sottili calici di cristallo del vostro sperato brunch all’inglese), non mancherà di sottolineare la sincerità di questo pasto.

Infine non mancheranno strimpellate, fisarmoniche, percussioni improvvisate su tegami capovolti, cucchiai trasformati in nacchere, canti dialettali e stornelli.

Insomma un momento di allegria al quale è sempre bello partecipare… anche per voi che raggiungete la nostra terra per una vacanza al mare!

Slow Sardinia


Terra dal carattere schietto e sincero, la Sardegna per la sua conformazione geografica, è riuscita a mantenere intatti usi e costumi. Anche a tavola.

La cucina sarda ha tempi di preparazione lunghi e pazienti.
A differenza di altre regioni italiane dove basta entrare in un panificio o in una rosticceria per assaggiare focacce, piadine, erbazzoni, arrosticini, supplì, panzerotti e arancini, qui non sarà cosa facile trovare piatti tradizionali take away, da consumare passeggiando per strada.

La panada sarda è forse uno dei pochissimi cibi di strada che purtroppo però non è facile trovare in tutta l’isola, poiché le sue zone di produzione sono in particolare le regioni del Campidano e del Logudoro.

Ecco allora un brevissimo vademecum di prodotti tipici sardi da mettere in valigia prima di tornare a casa:

Bottarga di muggine o di tonno di Cabras. Se scegliete quella di tonno preparatevi a un sapore più deciso!
Zafferano DOP di San Gavino Monreale. Per il suo altissimo potere colorante, viene utilizzato per tingere stoffe, ma questa è tutta un’altra storia.
Pecorino sardo DOP
Pane Carasau di Ovodda, tra i più sottili e fragranti.
– Sa Panada di Oschiri, fagottino di carne o verdure.
– Torrone di Tonara, squisito quello di mandorle, ma non lasciatevi sfuggire l’occasione di assaggiare anche quello con le noci.
– miele di corbezzolo, s’abbamele (decotto di miele), miele di asfodelo
– Fregola sarda, il nostro cous ocus.
– Vari tipi di pasta da acquistare fresca o secca: malloreddus, culurgiones, lorighittas, ravioli dolci di ricotta e maccarones lados.
– Vari tipi di pane: Pane carasau, pane guttiau, su zichi di Bonorva, su pane ladu di Perfugas, pani di tricu ruiu gallurese.
Pasticceria secca sarda: tiliccas, acciuleddji e meli, pirichittos, papassini, casadinas, amaretti, niuleddi.
– Vini: Cannonau, Nieddera, Vermentino di Gallura, Nasco
– Liquori: Mirto, Rosolio di Ginepro, Liquore di Elicriso

Questa lista andrebbe ampliata e arricchita, ma molti prodotti andrebbero assaggiati sul posto. Basterà sedersi al tavolo di un locale o a casa di amici, sorseggiare un buon vino e soprattutto prendersi tempo

Cosa mangiare in Sardegna


Ci sono mille modi per visitare una regione e tra questi il più gustoso è quello di fare un giro per le cucine, alla ricerca dei sapori tipici di questa o quell’altra città.
Ecco allora qualche piatto da assaggiare in giro per la Sardegna.

Alghero città di mare dal fascino catalano, offre un piatto delizioso, l’aragosta alla catalana. Aragosta o astice, pomodori freschi, cipolla tagliata sottile e per accompagnare il tutto un buon bianco fresco e fermo.

A Morgongiori, potrete assaggiare uno dei tipi di pasta più pregiati di tutta l’isola, le Lorighittas. Piccoli anelli di pasta intrecciati a mano, uno ad uno e conditi con sugo di carne e pomodori o semplice pomodoro.
Ottimi anche se accompagnati da un sugo di crostacei.

Se state passeggiando per le vie di Cagliari, fermatevi in un ristorante o in un’osteria, potrete assaggiare Is Malloreddus alla campidanese. Si tratta dei tradizionali gnochetti sardi, conditi con sugo di carne, salsa di pomodoro, qualche aroma e un pizzico di pregiato zafferano.
Una delizia da degustare insieme a un sincero bicchiere di Cannonau.

A spasso per la Gallura potreste far sosta in uno degli agriturismi tra le campagne e assaporare la zuppa cuata o zuppa gallurese, il piatto povero delle feste, realizzato con pane raffermo, brodo di carni miste e mix di spezie. Ottimo insieme ad un bicchiere di rosso Nieddera.

In un viaggio nel nord della Sardegna, non può proprio mancare una visita a Castelsardo e una cena in uno dei ristoranti che si affacciano sul mare e propongono la tradizionale aragosta alla castellanese.
Viene realizzato un sugo di pomodoro con aglio, cipolla, prezzemolo e uova di aragosta, salsa che serve a coprire la stessa aragosta precedentemente bollita. Una vera delizia da apprezzare con un buon vermentino di Gallura.

Se state attraversando l’Anglona, fermatevi in uno dei caratteristici paesi – Perfugas, Laerru, Nulvi, Valledoria, tanto per nominarne alcuni – e chiedete di poter assaggiare la zuppa di finocchietto selvatico e pane ladu.
Un piatto profumato e dal gusto delicato e inconfondibile.

Potremmo continuare all’infinito, ma i piatti da elencare sarebbero troppi, perciò siate voi a scoprire cosa offre la cucina di questa terra!