Fagottini di carasau


Mi arriva un messaggio: “Aperitivo dalla zia?”. La serata è bellissima, la compagnia ottima.
Prendo una bottiglia di Vermentino di Gallura dal frigo, qualche nocciolina e mi catapulto a casa di Silvia, un appartamento sul porticciolo di Palau Vecchia.
Da qui si vede il mare, “Enzo D.” ormeggia e riparte con una buona frequenza diretto all’isola di La Maddalena.
Fari e fanali cominciano a segnalare la rotta dei marinai e le luci di via delle imbarcazioni si muovono in un tratto di mare sempre più scuro.

Le chiacchiere si intrecciano tra libri, cucina, progetti, spiegazioni sulle condizioni meteo-marine e su rotte tracciate sulle carte nautiche appese alle pareti.

L’aperitivo è semplice, ma ricercato: pane, formaggio di capra dell’entroterra sardo, olive nostrane, salsiccia sarda e dei deliziosi fagotini di pane carasau.
La cucina di Silvia è piccola, ma grande abbastanza per accogliere a braccia aperte e con un sorriso gli amici che si presentano alla sua porta.
Il profumo dei fagottini si fa sentire dall’ingresso: il pane carasau viene bagnato in acqua, steso su un canovaccio e riempito con una farcia a piacere (quelli di Silvia avevano zucchine stufate e ricotta vaccina), infine ogni fagotto viene messo in forno in attesa che il pane torni ad essere dorato e croccante.

Insomma, una bontà da gustare con le mani e da accompagnare con un calice di Vermentino fresco, sbirciando di tanto in tanto i movimenti del porto.
Grazie Silvia e al prossimo appuntamento!

Banana bread di Chiara


Banana bread home-made

Questa mattina mi sveglio e faccio colazione con un profumatissimo banana bread.

Ripenso a un viaggio fatto da poco, i profumi sono esotici, le luci e i colori del paesaggio sembrano acquarelli, il vento è costante e soffia sempre da una sola direzione, i compagni di viaggio sono persone speciali.
Chiara è una ragazza giovanissima, ma che dimostra di essere molto più matura della sua età.
Legge Camilleri ed Elsa Morante, è esperta di vela, sorride sempre e non eccede mai.
Ti basta un attimo per capire che ha gli occhi sinceri.

La sua cucina è quella di un catamarano, a dir la verità poco comoda!
Ci sono 3 fornelli e un forno che indica due fiammelle, una grande e una piccola, i gradi e il timer sarebbero un lusso.
In brevissimo tempo prepara un dolce diffusissimo tra queste isole caraibiche: il banana bread.

La ricetta è semplice e veloce:

4 banane
2 uova
200 gr di farina 00 (io ho usato quella integrale)
120 gr di zucchero di canna
120gr di burro
il succo di mezzo limone spremuto
una generosa spolverata di cannella
1 bustina di lievito vanigliato

COME SI PREPARA
In una terrina schiacciare le quattro banane con una forchetta o se non volete sentirne i pezzetti sotto i denti, passate il tutto in un frullatore. Spremere il limone e versare il succo sopra le banane, affinché non si anneriscano.
A parte sbattere le uova intere con lo zucchero e unire il composto alle banane.

Aggiungere cannella, farina e lievito setacciati e infine il burro fuso.

Versare l’impasto in una teglia da plum cake rivestita di carta forno o se preferite imburrata e infarinata.
Infornare a 180° per 40 minuti in forno statico.

Ottima se servita per colazione o merenda, è un dolce intelligente per evitare sprechi e salvare le ultime banane superstiti.