Quando un Wine bar si chiamava Zilleri


Guardo sempre con orgoglio questa terra sarda che conserva ancora una buona dose di autenticità e che nonostante oggi il vecchio Zilleri lo chiama Wine Bar, mantiene intatte le proprie tradizioni eno-gastronomiche.
Prima, in uno Zilleri – o bettola, dir si voglia – c’erano solo quelli che a fine giornata si ritrovavano al banco del bar a bere vini corposi in bicchieri di vetro bassi e tozzi.
In quelli che oggi ci piace chiamare wine bar, ci sono anche i turisti abbronzati e ben vestiti che sorseggiano rossi profumati dal colore rubino, in calici di vetro sottile.

Siamo isolani, sinceri e riservati, siamo orgogliosi delle nostre tradizioni e dei nostri costumi e anche se questo spesso ci fa sembrare chiusi e cocciuti agli occhi di altri, è per noi la garanzia di portare avanti gli insegnamenti dei nostri nonni, i loro racconti, la loro vita e le loro ricette.

Quello che oggi con un elegante inglesismo, chiamiamo Brunch, mio nonno lo faceva cinquanta anni fa. Si svegliava prima che sorgesse il sole, andava in campagna a curare le bestie e a zappare la terra e alle 9.00 del mattino “attrezzava” un vero proprio spuntino con formaggio, pane, salsiccia, pasta al forno (se andava bene) e un bicchiere di vino, che non guasta mai!

La nostra storia gastronomica è fatta di mille commistioni e come si dice da queste parti semu tutti misciati (siamo tutti mischiati); questa mescolanza la portiamo da tempo anche nella nostra cucina e nei nostri vini.
Cuciniamo il cus cus grazie ai tunisini e beviamo un vino, il cannonau, che pare abbia origini spagnole; per merito dei genovesi prepariamo la fainè e per influenze Tabarkine ci deliziamo con il cashcà.

Ogni paese, ogni costa, ogni montagna qui vi proporrà una ricetta diversa e ingredienti che a 30 km da li, nemmeno si usano.
Provate, sperimentate, assaggiate e giudicate voi stessi la cucina di questa terra così accogliente che vi farà tornare a casa col Mal di Sardegna

Cosa fare a Capodanno 2016?


Capodanno 2016

Ok, ci risiamo… anche quest’anno tocca fare i conti con il cenone di Capodanno.
Ecco che inizia la corsa ai preparativi.
Lista degli invitati fatta, la lasagna la porta Marco, secondo e contorni li preparano Angela e Alice.
Il dolce? No va be’, c’è il solito panettone e spumante.
Il cotechino e le lenticchie? Uh mamma dimenticavo… a quello ci dobbiamo pensare noi!
Senti… bicchieri e piatti di plastica, che non ho intenzione di passare il primo dell’anno a fare pulizie!

A te è andata meglio. Sei stato invitato dagli zii e arrivi puntuale come sempre.
Con te ci sono moglie e figli, anche loro, i tuoi figli, sono addobbati per il Capodanno e lanciati per la sala da pranzo come palline impazzite.
L’anticipo ti permette di godere di quei fantastici e improponibili addobbi che tua zia ha pensato di distribuire per casa, a caso!
Candele, pigne dorate, stelle, stelline e strass. Pensi che passerà in fretta… del resto deve solo arrivare la mezzanotte.. forza, ce la farai!
Antipasti, primi, secondi, contorni e al dolce inizi già ad aver il colore pallido del muro alle tue spalle.
Tre, due, uno… scatta la mezzanotte.
Spumante, auguri, pandoro, panettone, trenini, auguri, limbo e Maracaibo mare forza nove…auguri!

È finita, puoi tornare a casa, anche quest’anno sei riuscito a superare il cenone con gran classe!

Aspetta ancora un secondo… Per questo Capodanno 2016 vogliamo proporti un’alternativa esclusiva.
Una cena ricca, in uno stazzo gallurese.
Sarai servito e coccolato, la sala è per pochi coperti, non più di 27 persone.
Il camino acceso, una cena ricca e gustosa. Pasta, dolci, liquori, tutto è preparato da noi.

Gli ingredienti sono locali, a km zero e di ottima qualità.
Il prezzo di 60€ a persona.
Non mancheranno vino della casa, spumante e il classico panettone per il brindisi di mezzanotte.

A disposizione degli ospiti, una chitarra per una suonata in compagnia.
È richiesta la prenotazione. Dai un’occhiata al menu.

Per info e prenotazioni
Tel. +39 334 8520542
e-mail info@lusalconi.it

 

Calici di Stelle 2015


Degustazioni di vino a Tempio Pausania

Un cielo stellato, un calice di buon vino, una buona compagnia e una location ricca di fascino… cosa chiedere di più?!
La notte di San Lorenzo si avvicina e a Tempio Pausania ci si prepara per festeggiarla con degustazioni di vino e di prodotti tipici sardi.

Si terrà il 10 agosto 2015 presso il chiostro del convento degli Scolopi, in piazza del Carmine a Tempio Pausania, una serata in cui arte, storia, fotografia e cucina si mescoleranno per il piacere dei partecipanti.

Il programma della serata prevede:

Ore 19.00 Preludio alla notte di San Lorenzo: il Museo Bernardo De Muro apre le porte al pubblico e al suo interno sarà allestita una mostra fotografica dedicata all’illustre tenore e sarà possibile partecipare a una visita guidata tra abiti di scena e cimeli.

Ore 20.00 Aperitivo con Bernardo: lettura e interpretazione dell’auto biografia di Bernardo De Muro a opera dello staff del museo.

Ore 22.00 Degustazione di vini a cura dell’ONAV (organizzazione nazionale assaggiatori di vino): degustazione di vini di cantine del territorio di Tempio, accompagnati da prodotti tipici locali.
Intrattenimento musicale con il gruppo Beddu triu chisti dui.

Per maggiori informazioni
e-mail: cultura@comunetempio.it
phone: 079 679919

Tiliccas, ricetta di famiglia


IMG-20140425-WA0019Oggi vi racconto una storia, quella di tre donne. Intendo tre donne sarde, quelle di razza: alte tra il metro e 50 e il metro e 55 (e non al garrese!).

Del resto in Sardegna ci fanno così: donne in miniatura, quasi tascabili e dalla scorza dura.
Due sorelle e una cugina, che si incontrano in una grande cucina, quella di Lu Salconi, per preparare le Tiliccas. Di cosa si tratta? Di un dolce sardo di vecchia data, che come spesso capita, cambia forma e ricetta da paese a paese.
Una impasta, l’altra prepara il ripieno, la terza sistema i vassoi che conterranno i dolcetti, perché se le cose si fanno si fanno bene e allora prepararne un po’ non è abbastanza. Quel “po’” devono essere almeno 2 kg di farina!

I rumori degli arnesi, la fragranza che si sente nell’aria, i suoni di questa lingua e la bellezza di queste donne… beh, sono la parte della storia più difficile da raccontare!

Ingrediente fondamentale la Saba o mosto d’uva se preferite, rigorosamente prodotto a casa.

La ricetta delle tiliccas è quella di famiglia, perciò non vi sveleremo tutti i segreti, se vorrete assaggiarle dovrete fare un salto a Lu Salconi.

Strumenti: una macchina per la pasta, una rotella dentellata, una tavola di legno per lavorare l’impasto.

Ingredienti (abbiamo omesso qualche ingrediente segreto e ridotto le quantità, altrimenti ne avreste da consumare per i prossimi 15 anni!)
500g di farina di grano duro
250g di semola rimacinata
1kg di mandorle sgusciate e tritate
30g di zucchero
100g di strutto
1 limone intero
500g di saba
miele

Fate un impasto con farina, strutto e acqua, aggiungendo lentamente gli ultimi due ingredienti, fino a formare un impasto liscio e uniforme. Copritelo e lasciatelo riposare almeno 30 minuti.
In una casseruola fate scaldare la Saba, aggiungete le mandorle, la scorza di limone e lo zucchero, quando l’impasto si stacca dalle pareti, spegnete il fuoco e lasciate raffreddare.
Se l’impasto risulta troppo denso potete aggiungere un po’ di miele millefiori.

Con la macchina per la pasta tirate delle sfoglie, il più sottili possibile. Tagliare con la rotella dentellata delle strisce seguendo il lato lungo della sfoglia. Devono esser larghe almeno 3 o 4 centimetri.

Disponete il ripieno di saba e mandorle, disponendolo sempre sul lato lungo della striscia di pasta e infine chiudete bene le estremità. Potete dargli una forma a cuore, a goccia o farle tonde.

Mettete in forno a 160° per 20 minuti.

Conservatele in scatole ben sigillate, solo una volta che saranno completamente fredde.

 

 

 

Bucce d’arancia candite e fondente


Una bell’idea per evitare gli sprechi…

Bucce d'arancia caramellate

Bucce d’arancia tagliate a fettine sottili, messe a bagno in acqua fredda per tre giorni e fatte cuocere per dieci minuti in sciroppo di acqua e zucchero.

Bucce d'arancia al cioccolato fondente

Dopo averle fatte asciugare, sono state immerse nel cioccolato fondente.

Se volete provare questa ricetta, ricordate di cambiare l’acqua in cui avete immerso le bucce, almeno due volte al giorno per tutti e tre i giorni.

Finger food alla sarda


Ricordo di aver visto, tempo fa un programma televisivo dove due giovani e belle ragazze sarde, si cimentavano nella realizzazione di un menù tipico sardo da presentare sulla tavola di circa trenta commensali in meno di due ore.

Adesso provate a pensare alla Sicilia e ai suoi deliziosi arancini che potete trovare appena fatti in ogni rosticceria, pensate alla Puglia dove basta entrare in un panificio e addentare un panzerotto caldo caldo o ancora alla Liguria che offre al palato soffici e fragranti focacce. Potrei continuare con gli esempi ma mi dilungherei troppo!

Il fatto è che in Sardegna non ci sono cibi tradizionali veloci e facili da mangiare anche per strada. A meno che voi non vogliate girare con una coscia di maialetto arrosto sotto braccio o vi piaccia passeggiare con un piatto di gnocchetti fumanti in mano. Buoni si, ma di comodità poi ne riparliamo!

L’unica cosa che potete degustare in modo semplice e veloce è il pane guttiau, che trovate in un pacchetto come quello delle patatine. Puntualmente finanzio i produttori con importanti investimenti!

Oggi i grandi chef riuscirebbero a rendere finger food anche un’agnello in umido, gli anziani invece, a loro modo, hanno ideato una tecnica utile anche quando viene un po’ di fame in aeroporto, in attesa del volo. Tirano fuori un tovagliolo, un quarto di pecorino, due salsicce e un po’ di pane ladu e con coltello alla mano si mettono ad affettare e a distribuire a tutti i presenti, comprese le hostess troppo magre e sciupate per i loro gusti.
Infine, bastano pochi bicchieri e una bottiglia di vino per far contenti tutti. Ditemi voi se questo non è finger food alla sarda!

Regalo di stagione, melograno


Un regalo di stagione, splendido melograno rosso.
Una ricetta veloce e sfiziosa: insalata di finocchi e melograno, olio, sale e pepe.