American muffins per merenda


A merenda o a colazione? Ardua scelta!
I muffins sono buonissimi in ogni momento della giornata per concedersi una pausa dolce.

I bambini li adorano perché sono una merenda perfetta se accompagnati da un bella cioccolata calda in un pomeriggio freddo e piovoso.

Usando un po’ la fantasia si possono preparare in mille modi diversi: con i mirtilli, le banane, le gocce di cioccolato fondente, la granella di pistacchi o come ho fatto io con granella di nocciole e mandorle.

Perciò ecco gli ingredienti e poi tutti al lavoro!

  • 380 g di farina 00 (va bene anche quella di farro o kamut)
  • 200 g di zucchero (io uso quello di canna)
  • 1 bustina di lievito vanigliato
  • 2 uova (temperatura ambiente)
  • 1 limone
  • 250 ml di latte intero
  • 1 baccello di vaniglia
  • 125 g di burro

Come prepararli?

Fate fondere il burro e lasciatelo raffreddare.
In una terrina mescolate farina setacciata, lievito, zucchero e scorza di limone.
In un altro contenitore sbattete le uova intere con una forchetta, versate il latte e aggiungete la vaniglia.
Ora, con l’aiuto di una frusta (se usate quelle elettriche, mettetele a bassa velocità) amalgamate le due parti aggiungendo la parte liquida alla miscela di farina, zucchero e lievito.
In ultimo aggiungete il burro fuso.

Mescolate bene e riempite i pirottini a metà.
Fate cuocere a 180° per 35 minuti, a forno già caldo e statico.

Buon divertimento!

 

 

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Pancakes a colazione


 

I pancakes non sono esattamente un dolce italiano, ma le colazioni a Lu Salconi sono sempre ricche e gustose.

Così, oltre a torte e biscotti tradizionali, ai salumi e ai formaggi, oltre allo yogurt e alle marmellate fatti da noi, aggiungiamo qualche dolce più internazionale.

La ricetta è facile e veloce:

– 150 gr di farina 00
– un pizzico di sale
– un cucchiaino di zucchero
– 225 ml di latte (meglio se intero)
– 1 uovo
– una noce di burro
– 1 bustina di lievito vanigliato

Come si preparano?

In una terrina mescolate farina setacciata, zucchero, lievito e sale.
Create un piccolo buco al centro e versate lentamente il latte, aggiungete l’uovo e infine il burro fuso (lasciatelo raffreddare un po’ prima di aggiungerlo).

Usate una frusta per mescolare bene il tutto, in modo da non creare grumi.

Servite ben caldi con cioccolata oppure con frutti rossi e zucchero a velo o ancora nella versione più classica con sciroppo d’acero.
Noi per usare prodotti più locali, sostituiamo lo sciroppo d’acero con miele sardo, s’abbamele o malto di riso.

Buona colazione!

Profumo di spezie e cannella


Il Natale profuma di spezie, di cannella, di arancia e di limone, di fave di cacao e stecche di vaniglia.
Ecco allora che mi viene in mente un insolito sciroppo speziato, perfetto per essere utilizzato come bagna per ciambelle e pan di Spagna o per dare forza ad una fresca macedonia.

Preparare questo sciroppo è semplicissimo e vi accorgerete che il profumo che si diffonderà nell’aria sarà qualcosa di magico. Son sicura che i bambini accorreranno in cucina attirati dalle note dolci di questa pozione.

La verità, ad ogni modo, è che non vi è una vera e propria ricetta, perché sarà il vostro estro e il vostro gusto personale a decidere quanto mettere e quanto togliere di ogni ingrediente.
Possiamo darvi qualche suggerimento e dirvi cosa ci mettiamo noi.. ma poi sta a voi dargli il giusto carattere.

Ecco cosa occorre:

Si tratta di uno sciroppo, perciò partiamo da 1 litro di acqua e 100 gr di zucchero semolato (se usate lo zucchero di canna gli darà un aroma più caramellato).

Aggiungete a piacere:

  • peperoncino
  • chiodi di garofano
  • anice stellato (intero)
  • radice di curcuma essiccata (ne basta un pezzetto, non esagerate)
  • stecche di cannella
  • zeste di arancia
  • zeste di limone
  • qualche foglia di basilico
  • fava Tonka (sotto vi spiego cos’è!)
  • radice di zenzero fresco
  • il resto è a piacere…

A questo punto mettete sul fuoco e lasciate andare finché l’acqua non si è colorata e insaporita a sufficienza.
Lasciatela raffreddare e se volete usarla nei giorni successivi, potete tranquillamente conservarla in frigo.

Torno alla fava Tonka che è un ingrediente del quale mi sono innamorata e che son sicura piacerà anche a voi.
Si tratta di un seme marrone scuro, rugoso e simile a un dattero essiccato; è ricavato da un grande albero che cresce in Sud America e ha note profumate che ricordano la vaniglia e la mandorla.
Attenzione, pare che se usato in grandi quantità possa sviluppare un potere nocivo, ma visto che a voi ne servirà appena un chicco, non correrete questo rischio.

Potreste utilizzare quella che vi resta per sostituire la vaniglia nella crema pasticcera, in una panna cotta o per abbinarla al cacao.

Grazie di cuore allo Chef che ha condiviso con noi questa ricetta e buon divertimento a chi si cimenterà nella preparazione.

Tempo di dolcezze natalizie


L’autunno e l’inverno, per Lu Salconi, sono stagioni di riposo. Tutto torna ad essere più calmo e silenzioso, ci si concede un po’ di relax, ci si gode il tepore di casa, la compagnia degli amici e dei parenti e il gusto di fare un viaggio chissà dove.

Vero è che non si smette di sognare e di tirar fuori nuove idee per la prossima stagione e il modo migliore per farlo è quello di tenere le mani impegnate tra i fornelli. Il fuoco del camino è acceso, il vino è nei calici et voilà, ecco saltar fuori (tra una chiacchiera e l’altra) una ricetta natalizia, oserei dire un classico di sempre: scorze d’arancia candite al  cioccolato fondente.

Una delizia perfetta per una serata invernale.

Realizzarle è facile, ecco la nostra ricetta:

INGREDIENTI

4 arance bio
100 gr di zucchero semolato
100 gr di acqua
200 gr di cioccolato fondente Zaini 

PROCEDIMENTO

Tagliate a listarelle (circa 1 cm di larghezza), le vostre scorze d’arancia e mettetele in un pentolino, ricopritele di acqua fredda.
Fatele andare su fuoco medio finché l’acqua inizierà a sobbollire e a questo punto scolatele, ricopritele ancora con acqua fredda e ripetete l’operazione per un totale di 4 o 5 volte.
Vi servirà a togliere l’amaro della scorza.

Terminata questa prima fase, scolate e preparate in un altro pentolino (meglio se antiaderente) lo zucchero e l’acqua che serviranno per realizzare il vostro sciroppo.
Versate le scorze sbollentate e lasciate cuocere per almeno 10 min. girando di tanto in tanto.

Togliete le scorze dal fuoco e riponetele sul una teglia ricoperta di carta forno. Fatele asciugare bene (anche 1 notte intera).
Infine mettete a bagno maria il fondente e bagnate le vostre scorzette, riponendole ad asciugare nuovamente sulla carta forno.

Facili e di grande effetto!

 

Fagottini di carasau


Mi arriva un messaggio: “Aperitivo dalla zia?”. La serata è bellissima, la compagnia ottima.
Prendo una bottiglia di Vermentino di Gallura dal frigo, qualche nocciolina e mi catapulto a casa di Silvia, un appartamento sul porticciolo di Palau Vecchia.
Da qui si vede il mare, “Enzo D.” ormeggia e riparte con una buona frequenza diretto all’isola di La Maddalena.
Fari e fanali cominciano a segnalare la rotta dei marinai e le luci di via delle imbarcazioni si muovono in un tratto di mare sempre più scuro.

Le chiacchiere si intrecciano tra libri, cucina, progetti, spiegazioni sulle condizioni meteo-marine e su rotte tracciate sulle carte nautiche appese alle pareti.

L’aperitivo è semplice, ma ricercato: pane, formaggio di capra dell’entroterra sardo, olive nostrane, salsiccia sarda e dei deliziosi fagotini di pane carasau.
La cucina di Silvia è piccola, ma grande abbastanza per accogliere a braccia aperte e con un sorriso gli amici che si presentano alla sua porta.
Il profumo dei fagottini si fa sentire dall’ingresso: il pane carasau viene bagnato in acqua, steso su un canovaccio e riempito con una farcia a piacere (quelli di Silvia avevano zucchine stufate e ricotta vaccina), infine ogni fagotto viene messo in forno in attesa che il pane torni ad essere dorato e croccante.

Insomma, una bontà da gustare con le mani e da accompagnare con un calice di Vermentino fresco, sbirciando di tanto in tanto i movimenti del porto.
Grazie Silvia e al prossimo appuntamento!

Quando un Wine bar si chiamava Zilleri


Guardo sempre con orgoglio questa terra sarda che conserva ancora una buona dose di autenticità e che nonostante oggi il vecchio Zilleri lo chiama Wine Bar, mantiene intatte le proprie tradizioni eno-gastronomiche.
Prima, in uno Zilleri – o bettola, dir si voglia – c’erano solo quelli che a fine giornata si ritrovavano al banco del bar a bere vini corposi in bicchieri di vetro bassi e tozzi.
In quelli che oggi ci piace chiamare wine bar, ci sono anche i turisti abbronzati e ben vestiti che sorseggiano rossi profumati dal colore rubino, in calici di vetro sottile.

Siamo isolani, sinceri e riservati, siamo orgogliosi delle nostre tradizioni e dei nostri costumi e anche se questo spesso ci fa sembrare chiusi e cocciuti agli occhi di altri, è per noi la garanzia di portare avanti gli insegnamenti dei nostri nonni, i loro racconti, la loro vita e le loro ricette.

Quello che oggi con un elegante inglesismo, chiamiamo Brunch, mio nonno lo faceva cinquanta anni fa. Si svegliava prima che sorgesse il sole, andava in campagna a curare le bestie e a zappare la terra e alle 9.00 del mattino “attrezzava” un vero proprio spuntino con formaggio, pane, salsiccia, pasta al forno (se andava bene) e un bicchiere di vino, che non guasta mai!

La nostra storia gastronomica è fatta di mille commistioni e come si dice da queste parti semu tutti misciati (siamo tutti mischiati); questa mescolanza la portiamo da tempo anche nella nostra cucina e nei nostri vini.
Cuciniamo il cus cus grazie ai tunisini e beviamo un vino, il cannonau, che pare abbia origini spagnole; per merito dei genovesi prepariamo la fainè e per influenze Tabarkine ci deliziamo con il cashcà.

Ogni paese, ogni costa, ogni montagna qui vi proporrà una ricetta diversa e ingredienti che a 30 km da li, nemmeno si usano.
Provate, sperimentate, assaggiate e giudicate voi stessi la cucina di questa terra così accogliente che vi farà tornare a casa col Mal di Sardegna

Cosa fare a Capodanno 2016?


Capodanno 2016

Ok, ci risiamo… anche quest’anno tocca fare i conti con il cenone di Capodanno.
Ecco che inizia la corsa ai preparativi.
Lista degli invitati fatta, la lasagna la porta Marco, secondo e contorni li preparano Angela e Alice.
Il dolce? No va be’, c’è il solito panettone e spumante.
Il cotechino e le lenticchie? Uh mamma dimenticavo… a quello ci dobbiamo pensare noi!
Senti… bicchieri e piatti di plastica, che non ho intenzione di passare il primo dell’anno a fare pulizie!

A te è andata meglio. Sei stato invitato dagli zii e arrivi puntuale come sempre.
Con te ci sono moglie e figli, anche loro, i tuoi figli, sono addobbati per il Capodanno e lanciati per la sala da pranzo come palline impazzite.
L’anticipo ti permette di godere di quei fantastici e improponibili addobbi che tua zia ha pensato di distribuire per casa, a caso!
Candele, pigne dorate, stelle, stelline e strass. Pensi che passerà in fretta… del resto deve solo arrivare la mezzanotte.. forza, ce la farai!
Antipasti, primi, secondi, contorni e al dolce inizi già ad aver il colore pallido del muro alle tue spalle.
Tre, due, uno… scatta la mezzanotte.
Spumante, auguri, pandoro, panettone, trenini, auguri, limbo e Maracaibo mare forza nove…auguri!

È finita, puoi tornare a casa, anche quest’anno sei riuscito a superare il cenone con gran classe!

Aspetta ancora un secondo… Per questo Capodanno 2016 vogliamo proporti un’alternativa esclusiva.
Una cena ricca, in uno stazzo gallurese.
Sarai servito e coccolato, la sala è per pochi coperti, non più di 27 persone.
Il camino acceso, una cena ricca e gustosa. Pasta, dolci, liquori, tutto è preparato da noi.

Gli ingredienti sono locali, a km zero e di ottima qualità.
Il prezzo di 60€ a persona.
Non mancheranno vino della casa, spumante e il classico panettone per il brindisi di mezzanotte.

A disposizione degli ospiti, una chitarra per una suonata in compagnia.
È richiesta la prenotazione. Dai un’occhiata al menu.

Per info e prenotazioni
Tel. +39 334 8520542
e-mail info@lusalconi.it