Quando un Wine bar si chiamava Zilleri


Guardo sempre con orgoglio questa terra sarda che conserva ancora una buona dose di autenticità e che nonostante oggi il vecchio Zilleri lo chiama Wine Bar, mantiene intatte le proprie tradizioni eno-gastronomiche.
Prima, in uno Zilleri – o bettola, dir si voglia – c’erano solo quelli che a fine giornata si ritrovavano al banco del bar a bere vini corposi in bicchieri di vetro bassi e tozzi.
In quelli che oggi ci piace chiamare wine bar, ci sono anche i turisti abbronzati e ben vestiti che sorseggiano rossi profumati dal colore rubino, in calici di vetro sottile.

Siamo isolani, sinceri e riservati, siamo orgogliosi delle nostre tradizioni e dei nostri costumi e anche se questo spesso ci fa sembrare chiusi e cocciuti agli occhi di altri, è per noi la garanzia di portare avanti gli insegnamenti dei nostri nonni, i loro racconti, la loro vita e le loro ricette.

Quello che oggi con un elegante inglesismo, chiamiamo Brunch, mio nonno lo faceva cinquanta anni fa. Si svegliava prima che sorgesse il sole, andava in campagna a curare le bestie e a zappare la terra e alle 9.00 del mattino “attrezzava” un vero proprio spuntino con formaggio, pane, salsiccia, pasta al forno (se andava bene) e un bicchiere di vino, che non guasta mai!

La nostra storia gastronomica è fatta di mille commistioni e come si dice da queste parti semu tutti misciati (siamo tutti mischiati); questa mescolanza la portiamo da tempo anche nella nostra cucina e nei nostri vini.
Cuciniamo il cus cus grazie ai tunisini e beviamo un vino, il cannonau, che pare abbia origini spagnole; per merito dei genovesi prepariamo la fainè e per influenze Tabarkine ci deliziamo con il cashcà.

Ogni paese, ogni costa, ogni montagna qui vi proporrà una ricetta diversa e ingredienti che a 30 km da li, nemmeno si usano.
Provate, sperimentate, assaggiate e giudicate voi stessi la cucina di questa terra così accogliente che vi farà tornare a casa col Mal di Sardegna

Quando un sardo organizza uno spuntino


Spuntino alla sarda

Poco tempo fa ho partecipato a un gustoso “spuntino alla sarda”, una giornata piacevolissima che mi ha fatto venire in mente cosa realmente significhi fare uno “spuntino” in Sardegna.

Credo sia doveroso virgollettare questo sostantivo, perché se sulla Treccani si allude a un “Pasto rapido e leggero…” e se nel resto d’Italia si fa riferimento a qualcosa di più simile a un brunch, in Sardegna il significato è tutt’altra cosa.

Se doveste mai venir invitati ad uno spuntino organizzato da un isolano… lasciate perdere troppe smancerie, vestitevi con abbigliamento comodo e tenetevi leggeri a colazione.

Ecco una breve guida per affrontare uno spuntino alla sarda:

Cominciamo col dire che di solito uno spuntino viene organizzato in campagna, a ridosso delle montagne o, per chi vive vicino al mare, su scogliere e spiagge.

Altra cosa da sapere è che se vi aspettate un pomeriggio tra pochi intimi, beh non è di certo questo il caso.
Uno spuntino è un momento di convivialità e allegria, perciò la voce si spargerà in un men che non si dica e vi ritroverete nel bel mezzo di una sagra campestre.

In Sardegna poi c’è un detto: Pani e casu, binu a rasu (Pane e formaggio, bicchiere colmo di vino).
E allora quali saranno gli ingredienti principali di questa mangiata?
Pane carasau e formaggio sono immancabili. Cambiano i pascoli, cambia la stagionatura e ognuno porterà con se un pezzo di pecorino fatto dallo zio allevatore o acquistato nel miglior caseificio della zona.
Non mancherà nemmeno Sa Sartizza, la salsiccia lasciata essiccare per diversi mesi in cantina e pronta per essere affettata… a punta di coltello!

Per scongiurare poi, qualunque cosa assomigli a un pasto rapido e leggero, troverete un fuoco acceso sin dal mattino e sulla brace salsicce e maialetti inumiditi con un po’ di lardo fuso proprio per essere coerenti con l’idea di leggerezza.

Infine senza dimenticare che le donne arriveranno con ceste piene di dolci, mirto e filu ‘e ferru fatti in casa, non mancheranno di certo vino e birra.

Un bicchiere di Cannonau corposo e avvolgente (perché qui non c’è spazio per le bollicine nei sottili calici di cristallo del vostro sperato brunch all’inglese), non mancherà di sottolineare la sincerità di questo pasto.

Infine non mancheranno strimpellate, fisarmoniche, percussioni improvvisate su tegami capovolti, cucchiai trasformati in nacchere, canti dialettali e stornelli.

Insomma un momento di allegria al quale è sempre bello partecipare… anche per voi che raggiungete la nostra terra per una vacanza al mare!

Calici di Stelle 2015


Degustazioni di vino a Tempio Pausania

Un cielo stellato, un calice di buon vino, una buona compagnia e una location ricca di fascino… cosa chiedere di più?!
La notte di San Lorenzo si avvicina e a Tempio Pausania ci si prepara per festeggiarla con degustazioni di vino e di prodotti tipici sardi.

Si terrà il 10 agosto 2015 presso il chiostro del convento degli Scolopi, in piazza del Carmine a Tempio Pausania, una serata in cui arte, storia, fotografia e cucina si mescoleranno per il piacere dei partecipanti.

Il programma della serata prevede:

Ore 19.00 Preludio alla notte di San Lorenzo: il Museo Bernardo De Muro apre le porte al pubblico e al suo interno sarà allestita una mostra fotografica dedicata all’illustre tenore e sarà possibile partecipare a una visita guidata tra abiti di scena e cimeli.

Ore 20.00 Aperitivo con Bernardo: lettura e interpretazione dell’auto biografia di Bernardo De Muro a opera dello staff del museo.

Ore 22.00 Degustazione di vini a cura dell’ONAV (organizzazione nazionale assaggiatori di vino): degustazione di vini di cantine del territorio di Tempio, accompagnati da prodotti tipici locali.
Intrattenimento musicale con il gruppo Beddu triu chisti dui.

Per maggiori informazioni
e-mail: cultura@comunetempio.it
phone: 079 679919

Degustazioni di vino ad Ardara


Chentinas de su regnu, è l’evento che si svolgerà il 7 febbraio 2015 ad Ardara.
Un vero e proprio festival del vino e dei prodotti tipici sardi, una festa fatta di degustazioni, assaggi, musica e balli folkloristici.

I locali che parteciperanno alla manifestazione, saranno aperti dalle ore 18.00.
E’ necessario acquistare il calice per poter partecipare a questa degustazione itinerante.

Bando alle ciance, ecco il programma dell’evento:

Degustazioni di vino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Come raggiungere Ardara?

C’è anche chi ha penserà a guidare per voi, perciò bevete pure!

Bus/Navetta da e per Sassari

Mercury Travels NCC
Info e prenotazioni: 339/7751997
info@mercurytravels.it

Ditta Serra Valentino
Info e prenotazioni: 339/3034751
valentino.viaggincc.live.it

Nasco, l’uva riscoperta


Uve NascoTrovo che il suo nome abbia un certo fascino, che si scopre lentamente nel bicchiere, sorso dopo sorso.

Il Nasco è un vino autoctono della Sardegna, ha un colore giallo paglierino, un profumo delicato e al sapore risulta gradevole e caratteristico, con note di frutta matura e leggermente sapido sul finale.

Si sposa bene con i dolci della tradizione sarda, a base di miele e mandorle, formaggi freschi e paste sottili e friabili.
Si dice che le uve Nasco, fossero già note tra i romani; si dice anche che furono i Fenici a portarle sull’isola.

Ad ogni modo, si tratta di un frutto dimenticato per centinaia di anni e riscoperto solo qualche decennio fa, per opera di piccoli produttori che tentarono di proporre un vino che ebbe subito successo.

Purtroppo ancora oggi, questo pregiato e raro vino non è noto oltre i confini dell’isola.

Le vigne sono situate maggiormente nei territori di Cagliari, nel Campidano e a Serdiana, dove i terreni sono calcarei e battuti da venti caldi provenienti da sud, più precisamente dell’Africa, visto che qui siamo già ai confini della terra sarda.
Uve dal nome maschile quelle del Nasco,  hanno dimostrato forza e tenacia per restare vive e vigorose anche quando l’uomo aveva distolto da loro l’attenzione.

Come vengono coltivate le uve Nasco?
Si predilige l’alberello e il sistema Guyot, una tecnica di potatura mista, perfetta per vitigni altamente produttivi. Si scelgono terreni calcarei, in certi casi caratterizzati dalla presenza di acque salmastre e stagni salati.
Raccolte presto, le uve maturano al freddo e infine si affinano nel rovere.

Oltre alle etichette di pregio come l’Iselis o il Nasco di Cagliari, potreste trovare questo vino sfuso, nelle enoteche specializzate.

 

 

Un vino rosso… Meno buio


Meno Buio Carignano del Sulcis
Color d’incendio e bacca nera, silenzio austero di roccia, profumo di vento caldo dal sud, riflessi di forza primitiva semplici e vigorosi come una stretta di mano.

Recita così l’etichetta di Meno Buio, un ottimo Carignano del Sulcis sorseggiato qualche sera fa in compagnia di qualche buon amico e sulle note di Don’t give up on me now di Ben Harper.

Meno Buio ha sulla piccola e insolita etichetta, un motivo che ricorda i rinomati tappeti sardi; prodotto di eccellenza della cantina Mesa, che in sardo come in spagnolo significa tavola, convivio e grande successo del pubblicitario Gavino Sanna, proprietario della stessa azienda vitivinicola.

Il Sulcis: una delle aree più affascinanti dell’intera isola sarda, scelta proprio nel 2013 da Rocco Papaleo per Una piccola impresa meridionale.
Parte dell’isola che dalle sue coste guarda la Spagna, territorio selvaggio, libero e sincero.

Il Carignano Meno buio esprime a pieno il carattere del territorio in cui crescono le sue uve. Ottimo da bere in compagnia, da abbinare a carni rosse e formaggi stagionati che ben si sposano con composte e mostarde di frutta.

Un sorso di Cannonau Orgosa


A riparo dalla stagione estiva l’inverno è, per noi, il momento migliore per assaggiare, provare e testare nuovi sapori e nuovi abbinamenti.

Ecco allora che bastano due amici a cena e una bottiglia di vino per creare l’occasione giusta.
A decidere il menù è stata una bottiglia di Cannonau Orgosa 2011 regalata qualche tempo fa, che con i suoi 15,5% vol ha stabilito che il menù fosse a base di formaggi e carni rosse.

Detto fatto! Antipasto: pecorino sardo di media stagionatura e miele amaro di corbezzolo, salsiccia fatta da noi, pane casareccio e una frittata al forno con patate, cipolle e piselli – ottimo finger food da presentare come aperitivo o antipasto.

Primo: gnocchetti sardi di Elmas con ragù di carne di manzo. I pomodori pelati sono fatti in casa in Puglia, regione cui appartiene anche l’ottimo olio extravergine che ha condito la nostra cena.
A chiudere la serata sos papassinos e susine rosse.

Protagonista della serata il pregiato Cannonau 100 %, versato nel decanter almeno mezz’ora prima di berlo.

Vinificato nelle valli di Orgosolo, città dei murales, questo vino nasconde dietro il suo carattere forte e deciso una leggera dolcezza che ammalia anche il palato più esigente.

Nella sua lavorazione non ha subito alcun trattamento di chiarifica e per questo si presenta scuro e sincero, dal sapore del tutto naturale.

Lo trovate in commercio ad un prezzo che oscilla tra i 12 euro e i 17 euro.