Il posto dove le cose tornano a vivere


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Qualche tempo fa è capitata da queste parti una cara amica che ancora non conosceva Lu Salconi.
Gironzolando di qua e di là le abbiamo raccontato che quelle tende erano state cucite a mano utilizzando lenzuola antiche, quel mobile ci era stato regalato da una vecchia zia e quel cesto proveniva da una casa di famiglia, in un’altra campagna.

Ma qui ogni cosa torna a vivere! Si sente l’atmosfera calda di casa…” ha detto. Ed effettivamente è proprio così.
Abbiamo deciso di dare una seconda vita a oggetti che erano pronti per esser inscatolati e messi in soffitta.

Ecco allora che le lenzuola di lino color sabbia, di mia bisnonna, si sono trasformate nelle tende della camera n. 2, la teiera di Sig.ra Fiorina serve ancora tea caldi accompagnati da dolcetti di frolla, il trumon di zia Maria diventa la cassettiera della camera n.3 e lo scrittoio di mio nonno Andrea si trasforma nella scrivania su cui poggiamo il nostro portatile, prima ospitava una storica macchina da scrivere Olivetti.

A questo possiamo aggiungere oggetti che hanno il solo compito di arredare l’ambiente e allora come non nominare lo scaldaletto della famiglia Millelire, la credenza di bisnonna Leonarda che ancora oggi ospita calici di cristallo, la lanterna di nonno Costantino e tante altre cose salvate dallo scorrere del tempo.

Ci piace pensare che ogni oggetto abbia diritto ad una nuova vita, possa servire a ricordarci una persona o semplicemente possa far rivivere ai nostri ospiti emozioni lontane facendo sì che si sentano davvero a casa, in luogo esclusivo.

Banana bread di Chiara


Banana bread home-made

Questa mattina mi sveglio e faccio colazione con un profumatissimo banana bread.

Ripenso a un viaggio fatto da poco, i profumi sono esotici, le luci e i colori del paesaggio sembrano acquarelli, il vento è costante e soffia sempre da una sola direzione, i compagni di viaggio sono persone speciali.
Chiara è una ragazza giovanissima, ma che dimostra di essere molto più matura della sua età.
Legge Camilleri ed Elsa Morante, è esperta di vela, sorride sempre e non eccede mai.
Ti basta un attimo per capire che ha gli occhi sinceri.

La sua cucina è quella di un catamarano, a dir la verità poco comoda!
Ci sono 3 fornelli e un forno che indica due fiammelle, una grande e una piccola, i gradi e il timer sarebbero un lusso.
In brevissimo tempo prepara un dolce diffusissimo tra queste isole caraibiche: il banana bread.

La ricetta è semplice e veloce:

4 banane
2 uova
200 gr di farina 00 (io ho usato quella integrale)
120 gr di zucchero di canna
120gr di burro
il succo di mezzo limone spremuto
una generosa spolverata di cannella
1 bustina di lievito vanigliato

COME SI PREPARA
In una terrina schiacciare le quattro banane con una forchetta o se non volete sentirne i pezzetti sotto i denti, passate il tutto in un frullatore. Spremere il limone e versare il succo sopra le banane, affinché non si anneriscano.
A parte sbattere le uova intere con lo zucchero e unire il composto alle banane.

Aggiungere cannella, farina e lievito setacciati e infine il burro fuso.

Versare l’impasto in una teglia da plum cake rivestita di carta forno o se preferite imburrata e infarinata.
Infornare a 180° per 40 minuti in forno statico.

Ottima se servita per colazione o merenda, è un dolce intelligente per evitare sprechi e salvare le ultime banane superstiti.