Pronti per l’Olanda?


Sardinie Vakantie beurs

Questa stagione 2016 inizia per Lu Salconi con una bella e importante novità.
In questi ultimi anni la nostra struttura si è rivelata interessante per i turisti nord europei, che la scelgono per la sua posizione, l’accoglienza famigliare e la nostra cucina #homemade.

Quest’anno abbiamo deciso di fare le valige e presentarci di persona a tutti i viaggiatori olandesi, belgi e lussemburghesi.
Sabato 30 gennaio 2016 saremo presenti come espositori a Sardinië Vakantie beurs – Fiera delle vacanze in Sardegna, presso il centro congressi ‘t Veerhuis di Nieuwegein, nella provincia di Utrecht (Olanda).

La fiera sarà aperta dalle ore 10.30 alle 17.00 e sarà il luogo di incontro perfetto per conoscere direttamente operatori turistici olandesi e sardi, ma soprattutto il pubblico interessato a trascorrere le vacanze nella nostra isola.

Se per caso in questo week end sarete da quelle parti vi aspettiamo in fiera, altrimenti continuate a seguirci sui social network, perché vi terremo aggiornati!

 

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6 specialità sarde per stomaci forti


Questa mattina mi sono imbattuta in un articolo che elencava alcuni tra i piatti più nauseanti e disgustosi del globo.
Alla fine di un elenco che faceva il giro del mondo, mi ritrovo in Sardegna con il suo Casu marzu, il famoso formaggio con i vermi.
Certo bisogna avere palati coraggiosi per assaggiare questa specialità, ma qui ci allenano fin da piccoli!

Ecco una lista di 6 piatti tipici sardi che richiedono una lunga digestione e sono perfetti per un’esperienza gastronomica in stile wild Sardinia:

Polpette fritte di zucchine.
Mi sento in dovere di partire con il piatto più delicato, in termini di sapore.
Mia nonna Carmela, lo preparava a mia madre per merenda, forse aveva paura che per due ore di gioco per strada avesse perso troppi zuccheri…e allora, niente di meglio di qualche polpetta ben fritta preparata con zucchine, cipolle, pane, formaggio e menta… per rinfrescare.
E oggi, c’è il dietologo che ha il coraggio di proporre frutta e yogurt!

Turredda cun curcuriga
Un piatto tipico dell’Ogliastra e non solo è una specie di focaccia cotta nel forno a legna che di solito viene preparata nei panifici.
Gli ingredienti principali sono zucca, formaggio, semola, strutto o ciccioli.
Disposta su di una foglia di castagno, viene messa in forno finché non è ben dorata.

Sa burrida
Un piatto della tradizione cagliaritana, racchiude in se tutto il sapore del mare. Ingrediente principe anche se modesto, è il gattuccio di mare, un pesce il cui miglior pregio, non è di certo la bellezza!
Insaporito da olio, aglio, aceto e noci è un piatto povero ma ricco di gusto. Un tempo, e forse ancora oggi, quando non si trovava, il gattuccio veniva sostituito con la razza, detta sa scritta.

Orziadas fritte
Anche in questo piatto il mare si sente eccome! Piatto della tradizione oristanese e cagliaritana, s’orziadas non sono altro che anemoni di mare fritte.
Vengono pescate/raccolte a mano e si trovano nei migliori mercati di pesce del sud dell’isola. Dopo aver perso il loro potere urticante, possono essere utilizzate in cucina in vario modo; anche se la maniera migliore è impanarle e friggerle.
Questa specialità, guarda un po’,  arriva proprio dall’Andalusia (Spagna) dove vengono chiamate ortiguillas.

Rivea gallurese
Mia nonna la preparava per ogni occasione speciale. Si tratta di uno spiedino di circa 50 cm composto di interiora di agnello: fegato, polmoni, cuore e milza. Il tutto condito con pezzetti di lardo e un trito di aglio e prezzemolo. A completare il tutto, si avvolgono le budella e si mette in forno. Infine, si serve tagliato a rondelle.

Cazu de cabrittu
Cari animalisti, smettete immediatamente di leggere!
Questa specialità è davvero adatta a palati coraggiosi ed è tipica della montagna barbaricina. Si tratta di un formaggio o meglio di caglio chiuso nello stomaco di un capretto, ha un sapore forte e quasi piccante.
La realizzazione di questo prodotto è lasciata a mani esperte e funziona più o meno così.
Il capretto deve bere latte dalla nascita alla macellazione e non appena avviene quest’ultima, si prende lo stomaco, si estrae il latte che viene filtrato e rimesso nello stomaco.
L’ultima operazione è quella di chiuderlo con lo spago, lasciarlo asciugare e poi passare al processo di affumicatura per 15-20 giorni.
Gli agenti lievitanti e i batteri dello stomaco faranno il loro dovere!

Che dire, se passerete in Sardegna e vorrete assaggiare queste specialità, lasciate perdere le guide gastronomiche troppo raffinate e chiedete a chi è del luogo, vi saprà di certo consigliare il posto giusto dove degustare questi piatti.