Vacanza alle terme in Sardegna


Casteldoria Terme Sardegna
Terme di Casteldoria

Donne, prendete sotto braccio i vostri mariti e trascinateli senza se e senza ma alle Terme di Casteldoria!
E se vi chiedono cos’è un peeling fate finta di non sapere, glielo spiegherete poi…

In realtà pochi lo sanno, ma anche in Sardegna ci sono centri termali altamente qualificati che offrono a chiunque vi si rechi, veri momenti di relax.

Noi di Lu Salconi, vi consigliamo le terme di Casteldoria, a Santa Maria Coghinas (SS).

La struttura è immersa nel verde, quasi incastrata nella crepa di una bassa montagna con ai piedi un torrente di acqua sorgiva.
Il centro offre una vasta gamma di servizi e cure per il corpo e per la mente:
trattamenti con fanghi e acqua termale, massaggi antistress e linfodrenaggio, scrub per il corpo e peeling rilassante, massaggi Thai e decine di altri trattamenti perfetti per ogni età e per ogni esigenza.

Qui regnano silenzio e tranquillità.

Oltre del centro benessere, le terme di Casteldoria dispongono di una palestra fitness per chi si vuole tenere in forma, una palestra riabilitativa, un ristorante e una sala eventi dove organizzare party, addii al nubilato, compleanni o festeggiare occasioni speciali.

Offerte e pacchetti benessere sono numerosi e con pochi euro si possono trascorrere giornate davvero indimenticabili.

Per maggiori informazioni:
Tel +39 079 585 0005
email prenotazioni@termecasteldoria.it
http://www.termecasteldoria.it

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10 cose da fare a Palau


Roccia dell’orso Palau – Sardegna

Avete scelto Palau come meta delle vostre vacanze o almeno come punto di partenza per una viaggio nel nord Sardegna. Bene, ottima scelta!

Ecco allora 10 cose da non perdere se siete da queste parti

1. Fate un bagno nelle spiagge di Palau.
Tanto per nominarne alcune: La Sciumara è ai piedi del paese, guarda verso l’isola di Spargi e si raggiunge anche a piedi o con una bici, Cala di Trana affascinante e suggestiva con la sua sabbia bianca e il suo mare cristallino, gli scogli di Talmone e la vicinissima lingua di sabbia, regno dei surfisti: Porto Pollo (Isola dei Gabbiani).

2. Dopo cena, fate due passi tra le bancarelle del corso principale (Via Nazionale); ogni sera d’estate qui viene allestito un mercatino da artigiani locali e non solo. Troverete di certo un piccolo souvenir o un pensiero da portare via al vostro rientro a casa.

3. Dedicate un pomeriggio alla Fortezza di Monte Altura: un gigante granitico che dall’alto domina il mare. Fortezza militare della seconda guerra mondiale, oggi è accessibile a chiunque voglia esplorarla. Inoltre al suo interno ospita la mostra permanente dedicata alla storia delle numerose costruzioni militari della zona, che cominciò nel 1700.

4. Visitate le Tombe dei Giganti in zona Li Mizzani e quelle di Sajacciu, a pochi passi da qui c’è la chiesa campestre di San Giorgio. Pare che questo luogo emani energie magnetiche purificatrici e curative.
Ad ogni modo, il silenzio che regna da queste parti e la totale immersione nella natura, vi regalerà un vero momento di relax.

5. Una gita turistica nell’arcipelago de La Maddalena. Presso il porto di Palau, ogni mattina troverete numerose imbarcazioni che vi permetteranno di fare una crociera giornaliera tra le famose isole dell’arcipelago.

6. Aperitivo sulla spiaggia e drink sul porto illuminato. L’Isola dei Gabbiani, come accennato, è il regno di chi pratica gli sport d’acqua come windsurf, kitesurf, vela, stand up paddle ecc.. Alla sera, i bar di legno sulla spiaggia si animano di musica e giovani, ci si incontra per guardare il sole scomparire dietro le isole antistanti e si beve qualche bicchiere di birra a piedi nudi.
Per chi vuole bere un cocktail più raffinato, ci sono i pub sul porto di Palau che offrono musica dal vivo e ottima compagnia.

7. Cena di pesce. Qui, non mancano di certo i ristoranti di pesce che preparano prelibatezze di mare, annaffiate da pregiati bianchi del territorio (ricordate che siete in Gallura e questo è il regno del Vermentino). Da sempre uno dei più rinomati è il ristorante Da Robertino, in via Nazionale.
Se invece, vorrete degustare un menù tradizionale di cucina sarda (di terra) a 15 minuti di auto, c’è il Turismo Rurale Lu Salconi.

8. Visita al Museo Etnografico di Palau, in Loc. Montiggia. Qui, la riproduzione di alcuni ambienti domestici e la raccolta di alcuni arnesi recuperati nelle botteghe artigiane e negli stazzi (antiche dimore rurali galluresi) circostanti, racconta le origini della cittadina gallurese.

9. Assistere e partecipare ad uno degli spettacoli di Lanterne, Festival di storia, musica e parole.
La musica è dea, musa ispiratrice di questo grande evento e come la lanterna di una faro, porta i suoi marinai verso la salvezza, preservando la bellezza custodita nei versi e nelle note. Trovate tutte le info sul sito http://www.moiti.it.

10. Trekking verso la roccia di Capo d’Orso. Fin dall’antichità questa roccia è un punto di riferimento per i marinai e simbolo della città di Palau, potrete vederla da vicino e scattare qualche foto… il panorama è garantito!

 

Master in… Papassinologia


Amaretti sardi Lu salconi

Bene, siamo in cucina, con mani, tavola e grembiule infarinati. Zucchero di qua, anice di la, sul fuoco il latte si scalda e sul banco della cucina ci sono lievito, uova, mandorle, cioccolata, un caos tale da non capirci nulla.
Si impasta, si mescola e si racconta.

I dolci si fanno sempre in compagnia, anche perché com’è buona usanza da queste parti, se ne preparano almeno un chilo per tipo… ti voglio vedere a farli da sola!
Una parte si conserva per gli ospiti e l’altra si regala ad amici e parenti che a loro volta te ne regalano altrettanto e spesso dello stesso tipo: a vassoio di tiliccas, corrisponde vassoio di tiliccas.
Perché se le hai fatte anche tu? Che domande, le devi assaggiare!

La cosa buffa, è che questi ricchi vassoi di papassini, casadinas, tiliccas e pirichittos, girano e rigirano per le case, dando il via al campionato nazionale di miglior dolce dell’anno.
Ti trovi a tavola a mangiare gli amaretti di zia Gina, quelli di zia Maria, di zia Carmela e di zia Vittoria, fai le tue valutazioni su friabilità, spessore, peso, dosi di zucchero e compattezza per poi dare il tuo giudizio definitivo: “Lampu! Chissi chi so li più boni!”

Si perché in realtà ogni anziana donna da queste parti è specializzata in qualcosa, detiene un master di primo livello in papassini o in seadas. Le mie nonne ad esempio lo detenevano in frittelle una e in tiliccas l’altra.
Per ottenerlo ci sono voluti anni di esperienza, di prove e di corsi svolti tra i migliori fornelli del paese.

Per darvi un esempio reale di quanto detto, una cugina un giorno dopo un’accurata indagine tra gli anziani della comunità, ha seguito un corso intensivo di papassini a casa di zia Mariuccia: 87 anni di donna, alta un metro e qualcosa (come si usa in Sardegna), con grinta e forza da vendere.

Zia Mariuccia mostra tutto il procedimento alla sua alunna, ma al termine della lezione qualcosa va storto e la “cappa” dei papapassini – ossia la glassa – non esce lucida come previsto, ma troppo opaca.
Se l’intero paese e quelli nell’arco di 5 km ti hanno insignito del titolo di dottoressa magistrale in papassinologia, non puoi cavartela così, è una questione di orgoglio, non puoi uscirne sconfitta in questo modo!

Come si fa? Semplice, ci si sveglia alle quattro del mattino, si gratta via la glassa opaca e si ricoprono i biscotti con una glassa lucida e perfetta.
Altro che i docenti universitari di oggi, questa è la vecchia scuola cari miei!