Insalata di Polpo


Stedda mè… e tandu si sei arriendi ti focciu l’insalata di pulpu!

Di solito si concludeva così la telefonata con mia nonna, che non appena sapeva che ero di ritorno all’isola si metteva ai fornelli a preparare qualunque manicaretto, col timore di vedermi deperita. Anche perchè chissà in “continente” cosa ti fanno mangiare!

Data l’età mia nonna non si metteva di certo alla guida (e per fortuna!), ma trovava comunque il modo di far pervenire a casa mia la sua
insalata di polpo.
Arruolava zii, cugini e genitori e dava precise direttive a tutti per la consegna del pacco, che nemmeno il general manager di TNT sarebbe in grado di gestire così minuziosamente la spedizione e la consegna di un pacco.

L’insalata di polpo di mia nonna era colorata e gustosa.

Questi gli ingredienti per sei persone:
1 kg abbondante di polpo
1 cipolla bianca fresca o qualche cipollotto per un gusto più leggero
1 costa di sedano
1 mazzetto di prezzemolo
1 limone spremuto
qualche oliva verde
olio extravergine di oliva
sale e pepe

Scegliete un polpo fresco e tenero. Il trucco è sceglierne uno con una doppia fila di ventose sulle grinfie, quella tipologia di polpo che i cagliaritani definirebbero Prupu a duas carreras.

Non lasciatevi ingannare dalle dimensioni, alle volte esemplari più piccoli sono più saporiti e gustosi.
Lavatelo attentamente per eliminare le impurità e dategli una sbollentata in acqua ben calda. Per mantenere una consistenza tenera, qualcuno usa il trucco del tappo di sughero da far bollire in pentola insieme al polpo.
Tagliate a fettine il polpo e aggiungete le verdure che avrete precedentemente tagliato, condite con olio, sale e pepe.
Lasciate riposare in frigo per almeno mezz’ora, in questo modo i sapori si amalgameranno.

Se preferite una ricetta più semplice, seguite lo stesso procedimento e condite con olive verdi, patate bollite e cipolla rossa di Tropea.

Insomma che dire… buon appettito!

Slow Sardinia


Terra dal carattere schietto e sincero, la Sardegna per la sua conformazione geografica, è riuscita a mantenere intatti usi e costumi. Anche a tavola.

La cucina sarda ha tempi di preparazione lunghi e pazienti.
A differenza di altre regioni italiane dove basta entrare in un panificio o in una rosticceria per assaggiare focacce, piadine, erbazzoni, arrosticini, supplì, panzerotti e arancini, qui non sarà cosa facile trovare piatti tradizionali take away, da consumare passeggiando per strada.

La panada sarda è forse uno dei pochissimi cibi di strada che purtroppo però non è facile trovare in tutta l’isola, poiché le sue zone di produzione sono in particolare le regioni del Campidano e del Logudoro.

Ecco allora un brevissimo vademecum di prodotti tipici sardi da mettere in valigia prima di tornare a casa:

Bottarga di muggine o di tonno di Cabras. Se scegliete quella di tonno preparatevi a un sapore più deciso!
Zafferano DOP di San Gavino Monreale. Per il suo altissimo potere colorante, viene utilizzato per tingere stoffe, ma questa è tutta un’altra storia.
Pecorino sardo DOP
Pane Carasau di Ovodda, tra i più sottili e fragranti.
– Sa Panada di Oschiri, fagottino di carne o verdure.
– Torrone di Tonara, squisito quello di mandorle, ma non lasciatevi sfuggire l’occasione di assaggiare anche quello con le noci.
– miele di corbezzolo, s’abbamele (decotto di miele), miele di asfodelo
– Fregola sarda, il nostro cous ocus.
– Vari tipi di pasta da acquistare fresca o secca: malloreddus, culurgiones, lorighittas, ravioli dolci di ricotta e maccarones lados.
– Vari tipi di pane: Pane carasau, pane guttiau, su zichi di Bonorva, su pane ladu di Perfugas, pani di tricu ruiu gallurese.
Pasticceria secca sarda: tiliccas, acciuleddji e meli, pirichittos, papassini, casadinas, amaretti, niuleddi.
– Vini: Cannonau, Nieddera, Vermentino di Gallura, Nasco
– Liquori: Mirto, Rosolio di Ginepro, Liquore di Elicriso

Questa lista andrebbe ampliata e arricchita, ma molti prodotti andrebbero assaggiati sul posto. Basterà sedersi al tavolo di un locale o a casa di amici, sorseggiare un buon vino e soprattutto prendersi tempo