Auguri di Buon Natale


Un piccolo pensiero per ringraziare tutti coloro che seguono il nostro blog, che hanno soggiornato a Lu Salconi o degustato la nostra cucina sarda.

Un ricettario direttamente dai nostri fornelli, per riportare sulle vostre tavole i profumi e i sapori della nostra isola.

Auguri di Buon Natale!

Ricettario di Natale

 

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Dolce natalizio, Li niuleddi


Li NiuleddiChe buoni! Questa è la prima cosa che vien da dire…

Li Niuleddi sono un dolce natalizio che si fa un po’ in tutta l’isola e che come spesso accade prende nomi differenti di paese in paese.
Niuleddi è l’appellativo gallurese, s’aligu è il nome che danno a Silanus, in provincia di Nuoro.

Si tratta di piccole praline di pasta, frutta secca e scorze d’arancia tenute insieme dall’ingrediente principale dei dolci sardi, il miele. Ognuno li chiama in modo diverso, ma la ricetta è più o meno sempre quella.

Ecco allora la ricetta di Li Niuleddi

Ingredienti
– Miele
– 1 kg. Mandorle (per ogni kg di miele)
– Bucce d’arancia essiccata
Fresa de aligu:
acqua tiepida, 500 gr. di farina (anticamente semola rimacinata di grano duro, ma si può usare anche farina 00), sale, 100 gr di strutto.

Preparazione dell’impasto

Impastare la farina con lo strutto sciolto, un pizzico di sale e acqua quanto basta.
Fare delle sfoglie sottili tagliate con su rudigliu (la rotella) lunghe almeno 15/20 centimetri.
Infornare le sfoglie e cuocerle a temperatura moderata senza farle imbrunire, una volta cotte, croccanti e tostate vanno rotte in piccoli pezzi.

Tostare le mandorle pelate nel forno fino a farle diventare belle croccanti.
Mettere in ammollo in acqua tiepida le bucce d’arancia, togliere la parte bianca e tagliarle a strisce sottilissime.

Cottura
Versare il miele in un tegame, metterlo sul fuoco moderato e dopo 7/10 minuti aggiungere le bucce d’arancia tagliate, le mandorle tostate intere e infine la pasta sminuzzata (fresa de aligu), girare sempre con un mestolo di legno affinché l’impasto non si attacchi.
Continuare a girare col mestolo e spegnere quando l’impasto ha la giusta consistenza per essere lavorato.

Versare l’impasto su una tavola di legno (prima bagnata con acqua fredda) stendere una sfoglia di un centimetro e lasciar raffreddare.
Tagliare piccoli rombi e disporli su foglie di limone.

Qualora non riusciate a trovare foglie di limone verdi e lucide, potete disporre Li Niuleddi nei classici pirottini di carta.

Famosi per su purceddu


Porcetto allo spiedoA distanza di più di un anno dall’apertura di questo blog, mi accorgo solo ora che manca una ricetta fondamentale per la cucina sarda: su purceddu a s’ispidu.

Mi viene in mente che è divertente passare per le strade i giorni prima delle grandi feste e notare come le campagne siano punteggiate di rosa e di bianco per le greggi che pascolano libere e spensierate. Provate a passare i giorni successivi al Natale o alla Pasqua e ditemi voi se vedete ancora una pecora o un maiale in giro!

La preparazione di questa pietanza è un rituale antico e che richiede una buona dose di pazienza e una giornata intera di lavoro.
Agli animalisti non piacerà sapere che qui in Sardegna il maiale arrosto è un maiale giovane che pesa tra i 6 e gli 8 kg e soprattutto un maiale “da latte”.
Proprio il fatto che il piccolo sia stato solo allattato, rende la sua carne molto tenera e saporita.

Le tecniche di cottura sono principalmente due.

A terra: un po’ come si fa alle Hawaii dove il maiale viene cotto nelle foglie di banano, qui si scava una fossa nel terreno si accende un fuoco fino ad ottenere una brace consistente, si stende un soffice letto di ramoscelli di mirto e si poggia sopra il maialetto intero.

La cottura varia dalle 5 alle 7 ore circa e oggi si può assistere a questo rituale magico nelle zone del centro Sardegna, dove pastori in vesti di guida turistica accompagnano i visitatori per le montagne e preparano loro il pranzo.

Allo spiedo: in questo caso i tempi di cottura non cambiano di molto. Si prepara un fuoco e una bella brace e se non si ha un barbeque adatto, si crea un sistema in pietra per tenere in piedi gli spiedi nei quali è stato infilato metà maialetto.
Mentre la carne è al fuoco, si scalda un pezzo di lardo infilato in un rametto e si fa colare lentamente sulla carne per insaporire.

Entrambe i metodi di cottura richiedono una certa esperienza, tanto che in occasione delle grandi mangiate si arruolano uomini – come da preistorica usanza – che per tutta la giornata si preoccupano solo di seguire la cottura della carne.
Si serve sui tipici vassoi di sughero detti: Ione

Nei ristoranti oggi, su purceddu si può degustare solo su prenotazione, quindi non fidatevi troppo di chi ve lo mette in un menù alla carta, non è una specialità da fast food!
Di solito viene accompagnato da patate al forno o da finocchi freschi (in stagione) e ovviamente da un sincero calice di cannonau con i suoi 14,5 % vol.
Non manca nelle abbuffate natalizie, nei matrimoni, nelle tavole pasquali e ovviamente nelle sagre di paese.

Sulle note di Paolo Fresu


Questi freddi inverni fatti di pioggia, vento e neve fanno trascorrere più tempo a casa e allora si accende lo stereo, si sceglie So what dalla playlist.
Un incontro di anime e note, quelle di Paolo Fresu e Miles Davis, si mette la moka sul fuoco, qualche biscotto e puro relax.

Sulle note di Paolo Fresu sembra di camminare a piedi nudi sulla sabbia di una spiaggia deserta, sembra di aprire le ali su una distesa di campi verdi, sembra di navigare su mari tranquilli portati da una leggera brezza marina.

Nato a Berchidda, un paesino di poco meno di tremila anime e a trecento metri sul livello del mare, ai piedi del monte Limbara, Paolo inizia all’età di 11 anni a suonare nella banda del paese.
Nel ’82 comincia la sua carriera da professionista e nel ’84 prende il diploma in tromba al Conservatorio di Cagliari.

In poco tempo diventa docente e responsabile di importanti realtà nazionali e internazionali. Negli ultimi 30 anni suona con i più famosi e talentuosi musicisti afroamericani e nel 2010 apre la sua etichetta discografica: Tuk Music.

Oggi divide la sua vita tra la Sardegna, che non dimentica mai – neppure tra le note musicali dei suoi spartiti – Parigi e Bologna, città nelle quali porta avanti una miriade di progetti.

Time in Jazz è il più importante festival musicale del nord Sardegna, evento che Paolo Fresu cura personalmente organizzando concerti e music session tra le vie di Berchidda e la natura sincera e selvaggia della sua isola.
Appuntamento immancabile per gli appassionati e interessante scoperta per i curiosi, il festival si svolge ogni anno durante la prima metà del mese di agosto.