Zucchine ripiene e…gustose


Ricetta delle zucchine ripiene
Ricordo che ogni domenica mia nonna riuniva l’intera famiglia attorno ad un tavolo rotondo, cominciava a cucinare la mattina presto e giunta l’ora, mentre ci si avvicinava a casa, dal balcone con le finestre aperte si diffondevano nel vicolo i profumi dei suoi manicaretti.
Alle 13.00 tutti a tavola altrimenti erano guai!

Una delle specialità erano le zucchine ripiene ed ecco una ricetta semplicissima, con qualche personale modifica.

Ingredienti

Zucchine (verranno divise in quattro, perciò vedete voi se considerarne una o due porzioni per persona)
una cipolla
olio extra vergine di oliva
pangrattato
sale e pepe nero qb

Tagliate le zucchine a metà sul lato lungo e poi dividete ancora una volta per il lato corto, fino ad ottenere quattro pezzi da una sola zucchina.

Vuotate della polpa e mettete “i gusci” in una pentola a vapore, tanto per ammorbidirli un po’, solo un paio di minuti.
Zucchine ripiene con curry

Tritate la cipolla e la polpa delle zucchine, mettete a soffriggere in padella con un filo d’olio.
Aggiungete sale, pepe nero e pangrattato quanto basta per creare un ripieno cremoso e consistente allo stesso tempo.

Riempite le zucchine cotte a vapore con il vostro ripieno e disponete su una teglia rivestita con carta forno.
Infilate in forno per 15 minuti, fino a che la superficie delle zucchine sarà ben dorata.

Una variante per dare più gusto al ripieno potrebbe essere quella di aggiungere una spolverata di curry o se preferite qualche cubetto di prosciutto cotto.

Mia nonna, come insegna la tradizione gallurese, aggiungeva al ripieno mezzo cucchiaino di zucchero e faceva lo stesso quando preparava le melanzane ripiene. Il sapore appena dolce di queste zucchine bene si sposava con i sapori decisi degli altri antipasti che riempivano il tavolo.. e la pancia!

Crostini alla crudaiola


ricetta crudaiola
Gli ultimi colpi di coda di quest’estate ci fanno venir voglia di profumi freschi di erbe aromatiche e colori vivaci di verdure maturate al sole.
La crudaiola, lo dice già il nome, è una salsa a base di ingredienti crudi e freschissimi e ognuno la prepara a modo suo.

Che si parli di crostini alla crudaiola o pasta alla crudaiola, il risultato è ottimo in ogni caso! Ecco come la prepariamo qui a Lu Salconi.

Ingredienti

4-5 pomodorini ciliegini o piccadilly
un mazzetto di basilico
una manciata di mandorle
una manciata di pinoli
uno spicchio di aglio
150-200 g di ricotta di pecora
sale e olio extra vergine di oliva qb

Mettete tutti gli ingredienti nel frullatore, accendete e create un pesto non troppo sottile, che lasci il piacere di sentire sotto i denti le mandorle tritate.
Condite crostini di pane tostati al forno o un bel piatto di pasta del tipo che preferite.

Semplice, veloce e decisamente gustosa!

Alle renne preferiamo i mufloni


Dopo un’estate trascorsa a contatto con persone provenienti da tutta Italia e da buona parte dell’Europa, mi fermo a pensare alle domande più strane che fanno i turisti una volta sbarcati in Sardegna.

Premetto che per fortuna la maggior parte delle persone gode di buonsenso e buona educazione e sa che nonostante l’insularità anche la Sardegna ha fatto passi da gigante.

È una regione povera certo, ma allo stesso tempo può offrire molto.
Ciò non toglie che resta una minoranza di vacanzieri che con facce stupite e occhi spalancati, ancora chiede cose decisamente assurde.
Ecco allora qualcosa su cui riderci su.

1. “Certo che su queste spiagge ne avrete incontrati di Vip!? Hai mai visto la Canalis?” “Si!” “…e l’Arcuri?” “Si!” “…e De Rossi?” “Siii!!” “Ma scusa perché lo dici con quell’aria.. disinteressata?”.
Semplice! Siamo abituati a vedere persone dello spettacolo che passeggiano per strada o prendono il sole sui loro mega yacht, ma di certo non andiamo lì a chiedere un autografo o una foto.
Inoltre al primo spaccone che prova ad ottenere lo sconto con il classico “Ma lei lo sa chi sono io?” la risposta è “Si! Ebbé?”

2. “Ma per le scuole come fate?” e tu “In che senso?” “..di certo non avrete molta scelta essendo un’isola!”
“Guarda, io ho fatto la scuola materna, le elementari, le medie e liceo, tutto nella stessa città.”
“Davvero??” “Pensa che abbiamo anche le università!”
“Sul serio?” “Si, si ci fanno anche laureare!”

3. “Chissà che bello qui l’inverno, avrete temperature estive tutto l’anno!”
“Eh.. come no!? Natale e Capodanno lo festeggiamo in costume da bagno, come a Miami. Alle renne preferiamo i mufloni e il bacio sotto il vischio, noi lo facciamo sotto il mirto!”

4. Conversazione tra zia e nipote alla quale ho assistito in un viaggio in treno Mantova – Bologna:
“… allora quest’anno vacanze in Sardegna?” “Si, si, andiamo a casa dei parenti del mio ragazzo. Sono un po’ preoccupata però, dicono che lì si mangi solo carne e che poi cucinano il maiale sotto terra!”
Il buonsenso (e la faccia di mia mamma) mi ha fatto mordere la lingua…

Allora, non mangiamo solo carne conosciamo zucchine, lattuga e peperoni, buona parte della cucina sarda è fatta di pietanze a base di verdure e di pesce.

In quanto al maiale sotto terra, fa parte della nostra tradizione, ma se memoria non mente ho sempre conosciuto a casa mia un forno e ho sempre visto mia madre accenderlo e spegnerlo senza troppi problemi. Sa anche usare il timer, pensa un po’!

5. “Ma devo avere paura di essere sequestrato da queste parti?” oppure “Non è che mi tagliate un orecchio e chiedete il riscatto?”

In questo caso fai un luuuuuuungo respiro, sorridi e rispondi con calma spiegando al signore con la faccia divertita e con la risata facile, che non sta toccando un argomento molto gradito.
Sarebbe assurdo solo pensare e ancor peggio dire che in Sicilia sono tutti mafiosi!
“Non deve avere paura. Non abbiamo coltelli sotto mano e poi non sapremmo neppure dove nasconderla!”

Speriamo di aver messo da parte qualche dubbio!

Abbamele o acqua di miele


abbamele-decotto di miele
Abbamele o acqua di miele, già il nome evoca un alimento misterioso e insolito.
Con la pioggia che corre lungo i vetri tornano alla mente le serate invernali con il camino acceso e i profumi di un inverno che in Sardegna sa di legno di lentisco.

S’abbamele o abbattu, è un decotto di miele e polline, dal colore scuro e dal sapore caldo e intenso.
Si produce solo in Sardegna ed è un ottimo esempio per la realizzazione di un prodotto senza sprechi.

È pregiato e piuttosto importante nel mondo del miele sardo che già vanta specialità come il miele amaro di corbezzolo o quello delicatissimo di asfodelo.

Come viene realizzato?

Dopo la prima spremitura delle celle, le bocce di cera e i favi che ancora sono impregnati di un buon 30% di miele e polline, vengono raccolti in un grande tegame.
Coperti di acqua, vengono fatti cuocere a una temperatura di 50° circa.

L’acqua calda scioglie il miele e porta a galla cera e residui, che vengono spremuti ancora una volta e sistemati in altri contenitori destinati ad altro utilizzo.

L’acqua viene filtrata con un panno di lino per almeno due volte e versata in un’apposita caldaia. Il liquido dolce continua la sua cottura, alla quale si aggiungono scorze di arancia o di limone.
La consistenza deve essere più simile al caramello che al miele, il colore limpido e privo di grumi.

Noi amiamo servirlo in antipasto, con formaggi pecorini semi stagionati e vaccini.
Il sapore è dolce e avvolgente e ben si sposa con pane tostato e latticini.

Marmellata di fichi e mandorle


marmellata fichi e mandorle
Entro in cucina e vedo cinque o sei barattoli di marmellata di fichi e mandorle. Mia nipote arrampicata sul tavolo guarda sorniona uno dei barattoli, pericolosamente aperto.

Fissa mia madre e chiede: “Zia, posso assazzare la mammelata?” “Si, un attimo che…” ci giriamo e aveva la mano affondata fino al polso nel barattolo!

Visto che è la nostra marmellata preferita, vi proponiamo ben volentieri la ricetta.

Ecco allora la ricetta della marmellata di fichi e mandorle.

– 1 o 2 kg di fichi
– mezzo chilo di zucchero per 1 kg di fichi, ma conviene sempre assaggiarli perché se la frutta è particolarmente dolce, si può ridurre la dose oppure evitare lo zucchero
– una manciata abbondante di mandorle

Sbucciate i fichi e tagliateli in quattro, metteteli in pentola con lo zucchero (o senza!) e accendete il fuoco..lento.
In un altro pentolino, mettete a scaldare un po’ d’acqua e quando è ben calda, spegnete il fuoco e buttate le mandorle.
L’acqua calda vi aiuterà a sbucciare le mandorle; una volta pronte, disponetele in una teglia, con carta forno e infornate per qualche minuto a 180°.

Lasciatele asciugare per bene e tostare appena.

Una volta pronta la marmellata, spegnete tutti i fuochi e aggiungete le mandorle. Versate nei barattoli, chiudete e metteteli a testa in giù.

Fate raffreddare e… assaggiate. Magari non come mia nipote!

Ciambella senza grassi di Zia Gina


Ciambella senza grassi
Zia Gina è conosciuta in tutta la Gallura per i suoi deliziosi dolci.
Ora, ad essere famosi in Gallura ci vuol poco.

Lo stesso De Andrè riconobbe la capacità di un gallurese di diffondere un’informazione in meno di un’ora, ma i dolci di Zia Gina hanno il loro perché.

Ogni ingrediente è fresco e genuino, il latte, le uova, il burro, la panna vengono dalla campagna di famiglia.
Un giorno arriva a casa e ci dice: “T’addjiu di dà la ricetta di una ciambella chi nu ha ne ociu ne butirru!” – Per i non autoctoni: “Ti devo dare la ricetta di una ciambella senza olio ne burro!”.

Dolce senza grassi

Ecco la ricetta della ciambella senza grassi di Zia Gina:

Ingredienti
300 g di farina 00
300 g di zucchero
1 bicchiere di latte
1 bustina di lievito
1 limone grattuggiato
4 uova

Amalgamare lo zucchero con 3 tuorli e un uovo intero, aggiungere il limone grattuggiato.
Scaldare il latte in un pentolino e versarlo nella terrina, insieme agli altri ingredienti, quando è ben caldo.
Aggiungere la farina setacciata e il lievito.
Montare gli albumi a neve e aggiungerli al composto mescolando dal basso verso l’alto.

Versare il tutto in una tortiera imburrata e infarinata e spolverare la superficie dell’impasto con lo zucchero.

Mettere in forno a 120°, se ventilato 140°.

Controllate la cottura con uno stuzzicadenti di legno, la torta dovrà cuocere lentamente.

Un dolce perfetto per una colazione leggera e gustosa, ma anche per la merenda dei più piccoli.