Mostra d’arte a Lu Salconi, le ceramiche di Stefania Missio


Inizia oggi 29 luglio 2013 e proseguirà per tutta l’estate l’esposizione delle ceramiche e delle opere di Stefania Missio.

Ceramiche fatte a mano

Sono esposti nell’accogliente sala ristorante del nostro agriturismo vasi, tazze, bicchieri, piastrelle e simpatici pesciolini colorati.
Potrete venire a dare un’occhiata anche solo per curiosità e se qualcosa vi piace potrete acquistare direttamente qui a Lu Salconi una di queste magnifiche opere.
Sarà di certo un souvenir insolito e autentico da portare a casa dopo la vostra vacanza in Sardegna!

Le piastrelle raffigurano i volti delle donne sarde in costume tradizionale, in modo geniale e decisamente inconsueto.
I vasi colorati e vivaci, hanno forme snelle o panciute, rotonde o più simmetriche.
I pesciolini colorati si possono trasformare in simpatici fermacarte, calamite, ciondoli e tanto altro.

Ceramiche sarde Stefania Missio

Le opere di Stefania sono realizzate a La Maddalena nel suo piccolo laboratorio artigianale. Ad aiutarla Tino, compagno di vita e di avventure che abilmente lavora e cuoce le ceramiche lasciando a Stefania il compito di inciderle e decorarle.

pesci colorati di Stefania Missio

Chi è Stefania Missio?

Artista figlia d’arte, nasce a Roma e studia alla Scuola Internazionale di Grafica di Venezia approfondendo le arti incisorie e la pratica del libro d’artista.
Ha esposto i suoi lavori in alcune delle città italiane ed estere più importanti
tra cui New York, Berlino, Francoforte, Santiago del Cile,
La Serena (Cile). È proprio a La Serena che è stata invitata a
tenere seminari e conferenze sul libro e sul proprio operato presso l’università.
A La Maddalena ha prestato la sua creatività all’arte dermografica, presso Gattomatto Tattoo Studio e nel 2010 fonda Quasimodo 3 dedicato alle ceramiche in cui si fondono forma plastica, incisione e pittura.

Grazie Stefania e Tino per averci concesso il privilegio di ospitare quest’esposizione!

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10 cose da fare ad Alghero


Visitare Alghero
Alghero
 dai mille scorci e dalle mille sorprese. Unica città catalana in tutta l’isola conserva ancora oggi fascino ed eleganza di un tempo passato.
La storia la si scopre tra le strade del centro storico e passeggiando per i bastioni che guardano verso ovest.

Ecco allora 10 cose da fare ad Alghero:

1. Una passeggiata nel centro storico è sicuramente consigliata a tutti coloro che scelgono di visitare questa città. Botteghe artigiane, boutique, ristoranti e wine bar offrono un’ampia scelta per chi vuole degustare le specialità locali e acquistare qualche souvenir.

2. Visita al museo del corallo. Situato in via XX Settembre, 8 e ospitato all’interno di un’elegante villa Liberty, questo museo racconta la storia di una città che della raccolta e lavorazione del corallo ha fatto la sua principale ragione di vita.

3. Visita al Parco naturale regionale di Porto Conte. Quest’area inizia a nord della cittadina di Alghero, con la laguna del Calich e prosegue fino a Fertilia.
Chi ama praticare bird watching potrà ammirare le oltre 150 specie di uccelli che abitano l’area.
Ideale sia per un’escursione con la famiglia, sia per chi ama avventura e paesaggi naturali.

4. Un bagno nelle cale e nelle spiagge più belle di Alghero. Da Cala Dragunara a Spiaggia Mugoni, da Cala Viola alla spiaggia di Lazzaretto e ancora la spiaggia Maria Pia e il Lido di Alghero regalano scorci suggestivi e acque cristalline.

5. Praticare Trekking o escursioni a cavallo o ancora diving, snorkeling e kajak.
Archimete Sardegna è un centro turistico situato nel cuore del Parco di Porto Conte, che offre a tutti i visitatori la possibilità di scoprire il territorio divertendosi in compagnia di guide esperte e preparate.

6. Visita ai mercati della città. Rinomato per la vendita del primo pescato è il Mercato di Civico di via Cagliari, se invece cercate prodotti ortofrutticoli di ottima qualità potete visitare il Mercato di via Sassari. Infine, il Mercato Civico di via Amalfi a due passi dal Lido di Alghero, offre prodotti alimentari di prima scelta.

7. Degustare le specialità locali. I migliori ristoranti di Alghero propongono le specialità di mare come l’aragosta deliziosa e cucinata a regola d’arte, l’agliata salsa tradizionale della cucina algherese con pomodori secchi, aglio e aceto e ancora gli spaghetti con i ricci di mare che qui chiamano Bogamarì.
Lasciatevi consigliare dallo chef e ogni giorno sarà una scoperta di nuovi profumi e sapori.

8. Assaggiare e acquistare due dei prodotti più importanti del territorio algherese: l’olio extravergine di Alghero e i vini Doc.
Regalatevi il piacere di una visita in una delle cantine e dei frantoi e lasciatevi raccontare la storia di questi prodotti di eccellenza.

9. Acquistare souvenir. Non potrete andar via da Alghero senza aver acquistato una collana, un bracciale o degli orecchini di corallo, ma c’è anche altro da mettere in valigia, come sandali in cuoio realizzati a mano o incantevoli opere di artisti locali.

10. Aperitivo vista mare. Regalatevi un sincero calice di vino in uno dei locali che si incontrano passeggiando sui bastioni che guardano il mare.

Tortino di verdure grigliate


Tortino di verdure grigliate e grana

In questo piatto c’è un po’ tutta Italia, la Sardegna è nella cialda fatta con il Grana Sardo, un formaggio poco conosciuto e che potete trovare solo nei mercati di paese. Non ha neppure un nome solo un codice, si chiama 738; il suo avversario è il più famoso Gran Anglona.

Altra cosa che pochi sanno è che questo formaggio ha ricevuto non pochi riconoscimenti, tanto che il suo produttore ha fatto diventar famose le sue pecore tra le più importanti tavole parigine.

La ricetta del nostro tortino di verdure grigliate è realizzata con i prodotti dell’orto, quelli che portiamo sulla tavola dei nostri ospiti.

Ecco allora la ricetta per due persone:

Grana Sardo, Parmiggiano o Grana Padano
un quarto di peperone giallo o rosso
una zucchina
una melanzana
un’insalata belga
qualche pomodoro ciliegino per guarnire
pesto genovese
olio extra vergine di oliva e sale q.b.

Ricette vegetariane

PROCEDIMENTO

Lavate e tagliate a fettine sottili le verdure. Mettetele sulla griglia con un filo d’olio e un pizzico di sale.

Grattuggiate il formaggio e tagliate la carta forno creando dei quadrati di 7 cm per lato.
Su una padella antiaderente e ben calda adagiate la carta forno tagliata, versateci sopra un cucchiaio di formaggio e allargatelo fino a creare un disco sottile.
Lasciatelo fondere per un paio di minuti e toglietelo appena dorato; riponetelo su un piano e lasciate raffreddare.

Una volta cotte le verdure costruite un piccolo castello, ponendole una sull’altra.
Chiudete con la cialda di grana e decorate con pomodorini e un cucchiaino di pesto.

Una ricetta facile, semplice e veloce ottima se servita come antipasto o preparata per un pranzo light.
Questa ricetta vegetariana è perfetta sia con un vino rosè che con un bianco fermo e fruttato.

Caprese con pane carasau


NELLA CUCINA DEGLI ALTRI

A Mantova la cucina di zia Giò è da sempre un porto di mare. Una valigia mai disfatta poggiata su una sedia in salotto, una buona bottiglia di vino, possibilmente biologico, da condividere con gli amici o con una viandante nipote, una pila di libri che basterebbe per tirar su un muro di dodici metri e un’infinità di storie, viaggi e avventure da raccontare.

Un giorno di ritorno da un viaggio di lavoro nella sua terra, la Sardegna, ci ripropone un piatto provato in un ristorante di una delle tante e meravigliose località marittime dell’isola: la caprese con pane Carasau.

Caprese con pane carasau

Pochi ingredienti per una ricetta fresca, facile e veloce:
pane Carasau
pomodori della qualità che preferite
mozzarella di mucca o di bufala
basilico fresco
origano
olio extravergine di oliva
sale q.b.

Lavate bene i pomodori e fateli a fette insieme alla mozzarella, noi abbiamo scelto quella di bufala.
Realizzate una composizione a strati di pane, pomodori e mozzarella, aggiungendo un pizzico di sale e un filo d’olio.
Completate guarnendo il piatto con origano e basilico.
Pomodoro, mozzarella e pane carasau

Un ottimo piatto unico che sostituisce la carne, regala freschezza e soprattutto è facile e veloce da preparare.

Ricetta della casadinas o formaggelle


Formeggelle, casadinas ricetta
Dal nord al sud dell’isola questi dolci assumo un nome diverso, ma che in qualche modo richiama sempre la stessa melodia.
Nella mia famiglia le chiamano in tre modi diversi: casadinas i logudoresi, casciatine i galluresi e formaggelle quelli più italianizzati. Qualcuno le chiama anche Pardulas.

Alla fine ci si ritrova sempre lì a mangiare la stessa cosa che da anni non cambia mai la sua ricetta per mantenere intatta la storia e il sapore inconfondibile di questo dolce semplice e ricco allo stesso tempo.

C’è chi le prepara con il formaggio fresco, noi a Lu Salconi preferiamo utilizzare la ricotta vaccina, più delicata e leggera.

Ecco allora la ricetta delle formaggelle.

Per il ripieno

1 kg di ricotta vaccina
300 g di zucchero
la scorza di un limone e un arancio grattuggiati
1 bustina di vanillina
1 cucchiaino di lievito per dolci
1 uovo intero
uva sultanina a volontà

Per la pasta violata

1 kg di farina 00
200 g di strutto
100 g di zucchero
acqua tiepida q.b.
un pizzico di sale

Il procedimento è molto semplice. Mescolate bene gli ingredienti per il ripieno in una terrina ampia e capiente e poi preparate la pasta violata che non dovrà essere troppo dura, ma facile da lavorare.

Ricordate che la pasta violata necessita di una bella lavorazione e una buona dose di forza. Mia nonna direbbe “Cariada ene!”,“lavorala bene!“.

Dopo aver preparato la pasta tirate una sfoglia (magari lasciatevi aiutare da una macchina per la pasta) e tagliate dei dischi di pasta della dimensione di una tazza da té.

Riponete al centro dei dischi un generoso cucchiaino di ripieno e infine pizzicate la pasta ai bordi fino a creare un cestino con delle punte.

Mettete in forno a 180° per 15-17 minuti circa.

Servitele come dolce alla fine di un pasto o come ottima merenda per i più piccoli.
In Sardegna questo è un dolce che si prepara in occasione delle festività religiose in particolare a Pasqua.

Dove fare le vacanze quest’anno?


Cari turisti alle prese con il grande enigma del “Dove vado vacanza?”
Scegliete le vacanze in Italia quest’anno, scoprirete luoghi incantevoli, terre incontaminate, l’accoglienza e la cordialità di coloro che vi ospiteranno… e poi conviene!
Date un’occhiata all’ultima infografica interessante che spiega un po’ le cose!

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Visita al Museo etnografico di Aggius


Museo Etnografico Aggius
Appena si arriva nel piccolo centro di Aggius si viene travolti dalla sensazione di aver fatto un salto indietro nel passato. Le case forti e solide hanno anima e corpo di granito, le vie strette e gli angoli inaspettati regalano una passeggiata piacevole a tutti i visitatori, i volti degli abitanti e i loro sorrisi al vostro passaggio creano un’atmosfera del tutto familiare.
Si tratta di un piccolo paese dalla vivacità culturale che non ti aspetti.

Qui nasce il Museo Etnografico, MEOC – Museo etnografico Oliva Carta.
Una parte del museo è una vera e propria ricostruzione di un antico stazzo gallurese, con le stanze una in fila all’altra, con il camino dalla canna fumaria rotondeggiante, con la stanza da letto con letti alti e troppo stretti per il nostro gusto moderno e con credenze che contengono il servizio buono, quello da esibire solo per gli ospiti.

Un’altra parte del museo è dedicata alla tessitura e alla fine lavorazione dei tappeti. Di tanto in tanto si può assistere al lavoro di abili donne che tessono e intrecciano fili di lana colorata.
Sono esposti alcuni abiti tradizionali, come quello insolito e di influenza spagnola che vede la doppia gonna dell’abito femminile girata sul capo.

C’è poi la cantina e la stanza del sughero e ancora una parte del museo dedicata a mostre temporanee di artisti internazionali.

Ad accogliervi uno staff preparato e disponibile, capace di far apprezzare ai propri visitatori la storia di questa parte di Sardegna, che guarda il mare dalle sue sugherete centenarie.

Indirizzo
via Monti di Lizu, 6 – 07020 Aggius
tel. +39 079 621029
+39 349 4533208

Biglietti
€ 4,00 (intero); € 3,00 (ridotto, per comitive di almeno 15 persone); € 2,50 (ridotto, per bambini fino a 10 anni). Escursioni al centro storico: € 4,00. Tour mezza giornata: € 11,00 o € 14,00 (se richiesta guida multilingue).
Tour giornata intera: € 16,00 o € 19,00 (se richiesta guida multilingue).