Eco cucina alla sarda


Io Eco cucinoIo Eco Cucino a Santarcangelo

 

 

 

 

Tra gli ospiti di Io Eco cucino, evento organizzato dall’associazione Recidivo, presso il teatro Il Lavatoio a Santarcangelo di Romagna il 13 aprile 2013 ascolto con piacere i consigli degli chef e le riflessioni degli esperti sullo spreco che si fa oggi del cibo, dalla produzione al consumo.

Ecco allora che mi viene in mente che se una delle mie o delle vostre nonne avesse avuto la dialettica di chi ieri ha condotto l’evento, probabilmente il risultato sarebbe stato lo stesso.
Azioni di riciclo e riuso che un tempo erano di ordinaria amministrazione, oggi vengono rispolverate e diventano quasi delle scoperte incredibilmente cool.

Ricordo e condivido con voi qualche buon manicaretto proveniente dalla cucina sarda – ma che ben si adatta ad altri ingredienti – per recuperare gli avanzi di un pranzo troppo abbondante, per evitare gli sprechi e risvegliare il palato.

Bollito rivisto e rivisitato. In Gallura di solito il bollito che resta è quello del brodo fatto per la Zuppa Cuata e che comprende, manzo, pollo, pecora e agnello, insaporiti da cipolle, patate, sedano, carote, pomodoro e basilico.
Prendete i pezzi di carne e fateli a tocchetti, in una padella fate soffriggere un filo d’olio e un cipollotto a fettine sottili. A parte tagliate le patate bollite, togliete la carne dal fuoco e aggiungetele. Una volta intiepidito il tutto insaporite con un filo di glassa di aceto balsamico. Et voilà!

Foglie di limone per decorare. Se anche a voi hanno regalato un’intera cassetta di limoni biologici e vi dispiace gettare le foglie così lucide e dal verde acceso, ecco due consigli made in Sardinia.
Lavate e asciugate le foglie, prendete della ricotta di pecora, fatela a pezzi e disponete un pezzo su ogni foglia. Versate sopra un cucchiaino di miele di corbezzolo e servite come antipasto.
Secondo consiglio, usatele per disporvi sopra dei dolci, in Sardegna ci mettiamo Li Niuleddi, delizie fatte di miele, mandorle tostate, piccoli dadini di pasta “violata” cotti al forno, scorza di arancia (anche questa non si spreca!) e cannella.

Maialetto dalla brace alla padella. Su purceddu è il piatto delle feste per tutti sardi e il ricordo delle vacanze per tutti i turisti; per non sprecare eventuali avanzi – e questo vale per diversi tipi di carne – si può fare a dadini e cuocere in umido in una casseruola, con patate e finocchietto selvatico.
Sfumare con vino bianco e portare in tavola con qualche crostino di pane casareccio.

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