Bucce d’arancia candite e fondente


Una bell’idea per evitare gli sprechi…

Bucce d'arancia caramellate

Bucce d’arancia tagliate a fettine sottili, messe a bagno in acqua fredda per tre giorni e fatte cuocere per dieci minuti in sciroppo di acqua e zucchero.

Bucce d'arancia al cioccolato fondente

Dopo averle fatte asciugare, sono state immerse nel cioccolato fondente.

Se volete provare questa ricetta, ricordate di cambiare l’acqua in cui avete immerso le bucce, almeno due volte al giorno per tutti e tre i giorni.

Torta di Mele di Zia Domenica


NELLA CUCINA DEGLI ALTRI

Questa ricetta in realtà vien fuori da un vecchio ricettario di una vecchia zia che non ho mai avuto il piacere di conoscere.

Torta di mele

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La sua cucina doveva essere più o meno così: un piccolo angolo cottura che oggi definiremmo retrò, ma che negli anni ’50 sfoggiava lacche scintillanti e pensili smaltati di rosso acceso. I suoi capelli cotonati e il grembiule sui fianchi rimandano a quella femminilità e a quel calore di casa ormai un po’ perduto e dalla sua cucina si diffonde nell’aria il profumo della sua torta di mele.

Questa è la ricetta:

4 mele renette o rosse
1 limone 50 gr di zucchero
qualche amaretto
400 gr di farina 00
300 gr di zucchero
4 uova
1 bustina di lievito
1 bicchiere di latte tiepido
1 di olio di mais o d’oliva

Sbucciate e fate a fettine sottili le mele, mettetele il una terrina e bagnatele con il succo di un limone e una spolverata di zucchero, in questo modo non si anneriranno.
In un’altra terrina separate albumi dai tuorli e lavorate gli ultimi con lo zucchero, setacciate la farina e per amalgamare aggiungete il latte tiepido e infine l’olio. Una grattuggiata di scorza di limone e aggiungete il lievito setacciato.

Montate gli albumi e aggiungeteli all’impasto mescolando dal basso verso l’alto per non smontare gli albumi. Imburrate e infarinate una teglia dai bordi abbastanza alti, perché il risultato dovrà essere una torta alta e soffice.

Versate una metà dell’impasto, disponete sopra gli amaretti sbriciolati e uno strato di mele. Coprite con l’impasto rimasto e disponete ancora un altro strato di mele e sopra queste, una spolverata di zucchero.

Mettete in forno a 180° per 45 minuti.

Consiglio: se preferite mettere un uovo in meno, aggiungete all’impasto mezzo barattolo di yogurt naturale.

Immaginate una vacanza in Sardegna


Immagina una vacanza in Sardegna come una scatola vuota da riempire, cosa metteresti dentro? Cosa vorresti dal tuo viaggio?

10 cose da fare a La Maddalena


La MaddalenaImbarcati su uno dei traghetti che da Palau porta a La Maddalena non dovrete far altro che salire sul ponte più alto e godere del panorama che si presenta agli occhi. Bastano 20 minuti di navigazione per mettere piede sull’unica isola abitata di un arcipelago di sette isole e numerosi, piccoli isolotti.

Ecco allora 10 cose da fare sull’isola de La Maddalena.

1. Passeggiata nel centro storico: Via Garibaldi, Via XX settembre e Piazza Umberto I offrono una piacevole camminata. Il mercato del pesce, accanto al Comune e il porto turistico di Cala Gavetta, sono luoghi caratteristici da visitare.

2. Visita al Museo di Garibaldi e al Museo del Mare sull’isola di Caprera.
Se disponete di un auto sarà facile raggiungere l’isola di Caprera, unica isola collegata a La Maddalena da un ponte, in alternativa potrete noleggiare quad, moto o prendere uno dei mezzi pubblici che collegano le due isole.
Il primo è la casa in cui Garibaldi decise di trascorrere la sua vecchiaia e dove morì, con lo sguardo rivolto alla Corsica; il secondo è una raccolta di storie di pescatori e vite di marinai, raccontata dagli oggetti qui custoditi e dalla passione di una donna che ha studiato questo mare per molti anni.

3. Fare un bagno nelle bellissime spiagge: Baia Trinita e Carlotto sull’isola de La Maddalena, oppure Cala Andreani, I due mari, Cala Napoletana e Cala Coticcio (meglio conosciuta come Tahiti) a Caprera sono solo alcune delle spiagge più belle dove immergersi per un bagno rigenerante.

4. Una passeggiata a cavallo e una visita al fortino di Arbuticci.
Sull’isola di Caprera è presente un maneggio che organizza passeggiate a cavallo ed escursioni verso le fortezze militari presenti sull’isola.
Il forte di Arbuticci, restaurato di recente ospita un memoriale dedicato a G. Garibaldi, domina dall’alto Caprera e La Maddalena regalando ai suoi visitatori un panorama mozzafiato.

5. Aperitivo in riva al mare e cena di pesce. Di ritorno da una giornata trascorsa in barca o sulla spiaggia è piacevole fermarsi per un aperitivo in uno dei due locali più caratteristici dell’isola, Bar Zì Antò nella zona di Tegge, incantevole scogliera che guarda verso l’isola di Spargi e al tramonto regala un paesaggio mozzafiato; oppure Tecla, una piccola osteria incastonata sulla scalinata di piazza Umberto I dove, se non si trova posto al tavolo, ci si siede sui cuscini disposti sui gradini.

Il pesce nei ristoranti è pesce locale e sempre fresco, potrete degustare presso i ristoranti Magreta, La Terrazza, Caprera e La Roca, le migliori specialità dell’isola che vanta un’antica tradizione marinara. Il suggerimento è quello di lasciarvi consigliare dallo chef.

6. Sorseggiare un buon vino, un liquore o un delizioso cocktail preparato da Leandro e dal suo staff, presso The Duke Cocktail & Lounge bar. Qui nulla è lasciato al caso e tutto è curato nel dettaglio, professionalità e cordialità faranno della vostra serata un momento indimenticabile.

7. Gita in barca nell’arcipelago de La Maddalena. Le imbarcazioni che partono al mattino e che tornano alla sera intorno alle 17.00 -18.00, sono numerose e di vario tipo: gommoni, barche a vela, catamarani e imbarcazioni a motore che portano fino a trecento passeggeri.
È previsto il pranzo a bordo e durante la giornata si fanno tre o quattro soste nelle varie isole.

8. Fare un immersione. Che siate sub esperti o meno, potrete partecipare ad una delle immersioni organizzate dai diving presenti sull’isola. Vi porteranno alla scoperta di un fondale ricco di relitti, rocce sommerse e distese di posidonia oceanica.

9. Acquistare un souvenir insolito. I negozi nel centro storico del paese vi offrono la possibilità di acquistare coltelli sardi, cestini, vassoi di sughero, monili in corallo; ma se cercate qualcosa di veramente originale dovreste fare un salto presso la Veleria Il Ponente, dove potrete acquistare borse, cinture, giubbotti e abbigliamento realizzato interamente a mano e con ritagli di vele e cime di barche.
Ci sono anche le ceramiche di Stefania Missio, bottoni, piatti, tazze e splendidi oggetti dai colori vivaci e dalle fattezze delicate e insolite. Li potete acquistare nel punto vendita presso il Bar Zì Antò, loc. Tegge.

10. Giro panoramico dell’isola. Moto, auto, bicicletta, piedi, scegliete il mezzo che più vi piace e fate un giro panoramico dell’isola, scoprirete paesaggi mozzafiato e vedrete le restanti isole dell’arcipelago.

Vi ricordiamo che siete all’interno di un Parco Nazionale e quindi di un’area protetta. Fate attenzione a non lasciare rifiuti sulle spiagge, rispettate l’ambiente e lasciate che questo angolo di Sardegna resti ancora incontaminato e fruibile anche ad altri.

Insalata pollo, mandorle e zucchine


NELLA CUCINA DEGLI ALTRI

Rimini, nella cucina di Luciano, che più passa il tempo più assomiglia a un porto di mare. Bisogna preparare una cena veloce per due, perché non bisogna far tardi all’appuntamento con gli amici.
Il frigo come al solito contiene ben pochi ingredienti e ad aprirlo si sente quasi l’eco.
Il risultato però è eccellente!

INSALATA POLLO, MANDORLE E ZUCCHINE

Insalata tiepida pollo, mandorle e zucchine

2 o 3 fette di pollo
erbe miste: valeriana, radicchio, indivia riccia, rucola
1 o 2 zucchine
mandorle a scaglie
vino bianco
olio, sale e pepe qb

Lavate e lasciate asciugare le erbe che poi disporrete in una capiente insalatiera.
Fate a tocchetti il pollo e a mezza luna le zucchine e fateli saltare in una padella solo con olio.
Sfumate con vino bianco.

Ancora caldi, versate zucchine e pollo nella terrina con le erbe. Aggiungete le mandorle, salate, pepate, ancora un filo d’olio e servite.

Se vi piace potete aggiungere anche un po’ di cipolla di tropea tagliata sottile sottile.
Servite con crostini di pane conditi con olio, aglio, sale e rosmarino.

Torta al cioccolato di Marina


NELLA CUCINA DEGLI ALTRI

La torta al cioccolato è un po’ un classico intramontabile. Mette d’accordo tutta la famiglia e soprattutto i bambini. Questa è la ricetta della torta al cioccolato di Marina Magro preparata nella cucina di casa sua, con l’aiuto di due piccole cuoche Daniela e Valentina.

TORTA AL CIOCCOLATO

Torta al cioccolato250 gr. di farina
50 gr. di amido frumina (Pane angeli)
300 gr. di zucchero
1/2 bicchiere di Rum
1 bicchiere di olio di semi
200 gr di panna liquida
Succo di un limone
Una bustina di lievito
Un cucchiaio di cacao amaro

Per guarnire
Nutella e gocce di cioccolato bianco

“La precisione in una cucina dove circolano due piccole pesti a piede libero non è troppa, ma inizio a preparare la torta sperando che non vuotino il barattolo di nutella prima del previsto!”

Lavorare i tuorli con metà dello zucchero necessario per la preparazione della torta, poi aggiungere la panna liquida, olio, farina setacciata, frumina e alla fine il lievito.
Montare gli albumi a parte – consiglio di mia sorella Gemma: aggiungere un pizzico di sale che aiuta a montare gli albumi – aggiungere lo zucchero rimasto e unire il tutto.

Lasciare da parte almeno due cucchiai di impasto e aggiungere il cacao amaro.

Mescolate come si fa per una torta variegata, affinché l’impasto crei delle striature.
Mettete in forno a 180° per 30-40 minuti.

Far raffreddare, decorare facendo scaldare la Nutella a bagnomaria e distribuire sulla torta, aggiungere le gocce di cioccolato bianco e servire.

“La mia cucina è un disastro! Ma il risultato è ottimo!”

Grazie Marina!

Agnolotti alla toscana di Raffaela


NELLA CUCINA DEGLI ALTRI

Oggi Raffaela Perucco ci racconta la storia degli Agnolotti alla toscana preparati nella cucina della sua casa dove una nonna e una mamma toscane e un papà lombardo abbinano, mescolano e fondono insieme la loro passione per la buona cucina e i profumi e i sapori delle loro terre d’origine.

“Ed eccomi qui a raccontare una piccola storiella della famiglia Panicucci e di mia mamma Rita.

Si avvicinavano le feste di Natale e come tutti gli anni, i miei nonni paterni facevano i bauli e partendo dalla loro abitazione di Pistoia, arrivavano a casa nostra a Casoria per passare un lungo periodo invernale.

All’approssimarsi della festività, fervevano i preparativi.
La mia nonna Zelinda, da buona cuoca – proveniva da una famiglia che gestiva una trattoria a Lucca – si metteva di buzzo buono (termine prettamente toscano) a preparare i tortellini di carne e questa è la ricetta.”

AGNOLOTTI ALLA TOSCANA

Ricetta Agnolotti alla ToscanaTritate sottilmente con la mezzaluna sul tagliere
un pezzo di carne, che avete prima fatto rosolare nel burro,
meglio carne di vitello o pollo.

Aggiungete mollica di pane inzuppata nel brodo, bietole, già lessate e bene spremute regolando le dosi in modo che la carne sia tanta in peso, quanti gli altri ingredienti presi insieme e questi in porzioni eguali fra loro.

Fatto il battuto raccoglietelo in un tegame aggiungendovi del buon parmigiano grattato, un po’ di ricotta, del sale droghe in polvere (senza pepe) e una o due uova, secondo la quantità del battuto stesso.

Rimestate ben bene ogni cosa e preparate la sfoglia in questo modo:

ammucchiate sopra una tavola la quantità di farina che vi occorre, nel bel mezzo del mucchio fate un buco con le dita e in questo rompete un uovo per ogni 200 gr di farina, aggiungete tanti cucchiai d’acqua tiepida, nella quale avrete prima fatto sciogliere un po’ di sale.

Cominciate a sbattere l’uovo e l’acqua insieme, incorporando a poco poco il tutto con l’uso del cucchiaio. Poi continuate l’operazione con le mani, distendete la pasta così ottenuta con il mattarello in sottilissime sfoglie.

A questo punto prendete la ravioliera, mettete una sfoglia, riempite i vari piccoli contenitori di ripieno e mettete sopra un’altra sfoglia. Con un piccolo mattarello comprimete il tutto e otterrete gli agnolotti.

Condite con un sugo di pomodoro o con burro e salvia.

“Vero non è complicata, ma ci vuole un bel po’ di tempo e mia nonna ne preparava almeno un centinaio, li contava e li riponeva in una stanza più fresca per il mantenimento.

Mentre tutti questi preparativi erano in atto con la nonna che dirigeva e faceva mille cose in un secondo, mia mamma collaborava e io e mia sorella, allora bambine, guardavamo allegre e con occhi stupiti mio nonno Emilio.
Lui grattandosi la lucida testa pelata e scuotendola esclamava “Povere donne, ma chi ve lo fa fare? Tutto questo tempo per preparare e in pochi minuti verrà mangiato tutto!”

Ecco qua una piccola storia e prossimamente su questo schermo ce ne saranno altre. Portate pazienza, ma soprattutto provate queste ricette.”
A proposito sono tratte da un ricettario Il Re dei cuochi edito da Adriano Salani – Firenze 1881.