È sarda ma parla bene l’italiano


Ascolto il monologo di Flavio Soriga e tra una risata e l’altra mi vengono alla mente un sacco di ricordi. Strane situazioni e domande ancor più bizzare.
Come quella volta quando chiedendomi da dove provenissi e dopo un’infinita serie di “Quant’è bella la Sardegna!” e “La Maddalena è splendida, ci sono stata un paio di estati fa!” mi chiesero: “… e in Italia come ti trovi?”. O rido ancora della volta in cui parlando di me, dissero: “Una ragazza carina, è sarda ma parla bene l’italiano!”.

Quella che chiamiamo sardità uno se la porta dentro e più ci si allontana dall’isola, più questa si manifesta. Spiegare a quelli che mia nonna chiamerebbe continentali, perché abitanti di un territorio oltre mare e particolarmente vasto nel suo immaginario, cosa significhi essere sardi è cosa spesso difficile.
La Sardegna è da molti considerata un angolo di paradiso e quando leggono sulla carta d’identità nata a La Maddalena, fanno due occhi da lemore e gli si apre una vignetta sulla testa. C’è disegnato un atollo di sabbia, due pecore e casa mia. Nient’altro.

Purtoppo ancora per molti la Sardegna è solo luogo di vacanza: Costa Smeralda, porceddu arrosto, pastori, pecorino, cannonau e mirto.

Difficile è far capire che su quest’isola c’è molto di più.
Difficile è far capire che non mangiamo porceddu tutti i giorni e sulle nostre tavole non ci sono solo cannonau e pane carasau.
Amiamo bere il Gewurztraminer, mangiamo più pesce di quanto si creda, siamo esperti pastori e contadini, certo, ma siamo anche bravi marinai.

Per noi essere sardi significa essere legati a tradizioni che sono millenarie, diffondere i valori che ci sono stati insegnati, imparare da chi è più bravo di noi e condividere con altri le nostre conoscenze.
Significa essere orgogliosi di una terra che parla rispetto e sincerità, di ospitalità e accoglienza, essere orgogliosi di una cucina spesso unica e fatta sapori e di prodotti che esistono solo qui.

Scusateci allora se ci si illumina il viso al solo sentir parlare di Sardegna, scusateci se non smettiamo più di parlare di paesaggi magnifici e di usanze rare e preziose.

Scusateci se ci ostiniamo a far capire a chi viene dal continente che siamo molto di più di spiagge di sabbia bianca e villaggi turistici, perchè appena fuori da quei villaggi ci sono paesi che custodiscono antiche tradizioni.

Vi inviatiamo allora a scambiare due parole con Zio Giovanni (tanto ce n’è uno in ogni paese!) avrà da racontarvi cose che valgono molto più di un’abbronzatura da fritto misto presa sulla spiaggia in Costa Smeralda.

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