La storia del filu ‘e ferru


Limpido e trasparante, dal sapore avvolgente e deciso è il più famoso distillato sardo, il filu ‘e ferru. Di solito fa la sua comparsa sulla tavola a fine pasto, adempiendo così al suo ruolo di digestivo.

Molti ne conoscono il sapore e la gradazione che spesso supera i 40 gradi, pochi invece ne conoscono la sua storia.
Il filu ‘e ferru, letteralmente “fil di ferro”, è conosciuto anche come abbardente, letteralmante “acqua ardente”; si tratta di un distillato d’uva e tra i più pregiati vi è quello prodotto con le vinacce di Vernaccia.

L’Oristanese e la Barbagia custodiscono tra i loro suggestivi e aspri paesaggi, la migliore ricetta di Filu ‘e ferru, ma la sua storia appartiene a tutta l’isola.

Quando ai tempi della seconda guerra mondiale, i contadini producevano clandestinamente il pregiato distillato nelle loro case, nascondevano alambicchi e bottiglie sotto terra, dopo aver scavato una buca nel luogo più riposto delle proprie campagne.
Per ricordare dove avevano nascosto il l’inebriante bevanda, lasciavano uscire dal terreno fili di ferro a segnalare il punto esatto e da qui ne deriva il nome.

Assaporarne un bicchiere è cosa assai doverosa quando si passa da queste parti, ma attenti a farne buon uso, potreste rivelare preziosi segrati, a fine serata.

 

 

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