Donne e pane


Il pane in Sardegna è da sempre considerato un cibo sacro.
Al tempo del Nuraghe, per segnare e decorare il pane si usavano simboli e figure geometriche, scolpite su timbri di ceramica e terra cotta, che presero il nome di Pintaderas, oggi riprodotte sui gioielli in filigrana.

Quest’antica usanza, si è tramandata fino ad oggi. Durante i matrimoni, ad esempio, è possibile ammirare pani cerimoniali intagliati e decorati con simboli ispirati alla natura: fiori, colombe, spighe e rose.

Si tratta di veri e propri capolavori d’arte, che grazie al trattamento che gli viene applicato, riescono a mantenersi intatti nel corso degli anni.

Il compito di confezionare il pane veniva e viene tutt’oggi affidato alle abili e sapienti mani delle donne, che attraverso la creazione di vari tipi di pane, scandivano il tempo e davano ordine alle giornate.

Ancora oggi, sull’isola si producono molti tipi di pane, ma certamente quello più conosciuto è il pane carasau, quella sottile sfoglia di farina di grano duro, resa croccante dalla cottura nel forno a legna.

C’è infine un pane che racconta la storia dei sardi, quello più antico; è su Pistoccu, una sfoglia di farinadi grano duro, più spessa del pane carasau, che per essere consumata va bagnata nell’acqua.

I pani prodotti in Sardegna sono circa 1000.

 

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