La Ricetta delle Seadas


SeadasÈ vero la Sardegna ospita ben pochi abitanti rispetto al suo territorio ed è vero che qui le distanze si fanno sentire tra le curve delle strade e le generose distese di campagna.
C’è però una cosa che ci accomuna, uno dei prodotti tipici della Sardegna più dolce: le seadas o sebada, dir si voglia.
Un raviolo grande quanto il palmo di una mano, che immerso in olio bollente e dorato al punto giusto viene poi coperto da una morbida e avvolgente colata di miele sardo.

Ecco la ricetta delle seadas:
Per la pasta:
1 Kg di farina 00
200 gr. di strutto
100 gr. di zucchero
acqua calda q.b.

Per il ripieno:
Panedda (formaggio vaccino tipico sardo) e scorza di limone grattuggiata e mescolata allo zucchero.

* Queste quantità le potete ridurre in base al numero di seadas che volete ottenere.

Impastate farina e zucchero con acqua calda e strutto, precedentemente fuso in un pentolino.
Tirate delle sfoglie abbastanza sottili e disponete sopra una fetta sottile di formaggio e un pizzico di scorza di limone e zucchero.
Coprite e chiudete bene.

Le Seadas sono pronte e le potete conservare in frigo, se pensate di consumarle a breve o in freezer.
Attenzione: vanno fritte al momento e appena giù da fuoco vanno cosparse di miele o di zucchero.

Consiglio 1: se le avete congelate, scaldate l’olio sul fuoco e mettetele direttamente in pentola. Se si scongelano rischiate che si aprano.
Consiglio 2: in cottura non vanno girate, ma aiutandovi con un cucchiaio, bagnate la parte superiore con l’olio bollente, si gonfierano bene e saranno pronte una volta dorate.

Annunci

3 thoughts on “La Ricetta delle Seadas

  1. tutto buono anche mia madre era campidanese pero io ero picola e certe ricette non le ri ccordo vorrei quella degli amaretti ne vado pazza se provo li faccio perche ne compro ma fatti in casa sono u,altra cosa

    Mi piace

  2. Questa non è la sevada ma è tutt’altra cosa. La tipica sevada, per quanto riguarda la pasta è fatta di semola e non di farina 00, non ha zucchero e ha le uova ( circa 4 per kg di semola).
    Il formaggio è rigorosamente pecorino freschissimo fatto acidare per qualche giorno e fuso per dargli la caratteristica forma tonda. magari questa ricetta sarà anche buonissima ma sicuramente non è la famosa sevada.

    Mi piace

    1. Buongiorno Michele, grazie per aver commentato il nostro post e aver dato un’altra versione della ricetta.
      Come molte pietanze, la ricetta cambia di paese in paese.
      Attendiamo altre varianti…
      Un saluto
      Lu Salconi

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...